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Lettura: SABAUDIA, “La casa di Paolo”: un simbolo di speranza e resistenza contro la mafia
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Mondoreale > Blog > Cultura & Eventi > SABAUDIA, “La casa di Paolo”: un simbolo di speranza e resistenza contro la mafia
Cultura & Eventi

SABAUDIA, “La casa di Paolo”: un simbolo di speranza e resistenza contro la mafia

Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2024 14:39
Redazione Pubblicato 13 Marzo 2024
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La lettura del libro “La casa di Paolo” ha portato i ragazzi dell’Istituto Omnicomprensivo Giulio Celare di Sabaudia a un approfondimento sulla mafia e sul tragico massacro di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Questa mattina nell’aula consiliare gli studenti, alla presenza del vice sindaco Secci, dell’assessore Schintu, della dirigente scolastica Zannella e delle insegnanti, hanno avuto l’opportunità di ascoltare Salvatore Borsellino, il fratello di Paolo, in un collegamento emozionante.

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Salvatore Borsellino ha condiviso ricordi dell’infanzia trascorsa con suo fratello Paolo, per poi affrontare il doloroso ricordo della strage di via d’Amelio. “Paolo è stato massacrato insieme alla sua scorta a soli 52 anni. Avevano sogni e speranze, tutte spezzate – ha raccontato il fratello di Paolo Borsellino -. Nostra madre mi ha sempre raccomandato di ricordare i nomi della scorta. Coloro che hanno perso la vita insieme a Paolo sono Agostino, Claudio, Vincenzo, Francesca e Eddy. Loro erano i cinque della scorta rimasti massacrati e che hanno sacrificato la loro vita insieme a mio fratello”. La perdita di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, assassinati a distanza di soli 57 giorni l’uno dall’altro, ha lasciato un vuoto incolmabile. “Uccidere Falcone senza Borsellino non sarebbe servito a nulla. Paolo sapeva che sarebbe stato ucciso anche lui e ha vissuto gli ultimi giorni della sua vita sempre a testa alta”. Salvatore Borsellino dopo la laurea in ingegneria ha lasciato Palermo e si è trasferito a Milano. “Sono trascorsi 50 anni da quando ho lasciato Palermo – ha aggiunto – Ma quando mio fratello è stato ucciso, sono tornato a Palermo e il cuore mi si è stretto ripassando per le strade dove giocavamo da bambini”.

La farmacia della famiglia Borsellino è diventata un luogo di accoglienza per i giovani. Nella casa di Paolo, volontari dedicati aiutano i bambini provenienti da famiglie disagiate a studiare, offrendo loro non solo istruzione, ma anche amore e supporto. “La casa di Paolo vive grazie al volontariato – ha spiegato Salvatore Borsellino – Non abbiamo molto spazio, ma ospitiamo famiglie bisognose. Anche se abbiamo solo una stanza con otto letti a castello, facciamo del nostro meglio per aiutare queste famiglie”. Le domande degli studenti rivolte a Salvatore Borsellino riflettono l’impatto del libro, di Sara Loffredi e Marco Lillo, e la sua importanza nel trasmettere la storia e il messaggio di speranza che La casa di Paolo rappresenta. La prefazione scritta proprio da Salvatore ha reso il volume ancora più significativo, rendendo possibile questo prezioso momento di condivisione e riflessione. A ringraziare Salvatore Borsellino per la disponibilità dimostrata, il giornalista Marco Lillo, la dirigente scolastica Miriana Zannella e i docenti per l’encomiabile iniziativa, sono stati il vice sindaco Giovanni Secci e l’assessore alla Pubblica Istruzione Pia Schintu.

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