« I ritardi sulla spesa dei fondi Pnrr iniziano a pesare: nel 2022 è stato speso meno del 30%, mentre si prevede che il 2022 chiuderà con una spesa al 50%. Grazie al raggiungimento degli obiettivi da parte del precedente governo, il nostro Paese ha incassato 66,9 miliardi, e la prossima tranche ( sempre se verranno rispettati gli obiettivi), sarà di 19 miliardi. Tante risorse ma una scarsa efficienza nello spenderli e soprattutto un ritardo sulla tabella di spesa, come ha anche sottolineato il centro studi di Confindustria, che peserà sulle amministrazioni locali come beneficiarie finali. Tra appalti deserti, difficili rendicontazioni e burocrazia, gli enti locali rappresentano il fanalino di coda nel Pnrr, e questo non va bene. Bisogna invertire la tendenza: la Pa deve innovare con i public innovation manager, assumere nuovo personale e formare quello attuale, ma insieme a questo occorre un dialogo con l’Europa per arrivare a dei correttivi utili ad agevolare la spesa degli enti locali». Lo dichiara Davide D’Arcangelo, vice presidente di Impatta, network di imprese e professionisti nato dall’iniziativa di Earth day Italia.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | Dietro le quinte del cinema: Primo Reggiani incontra gli studenti al Vittorio Veneto
LATINA | Nuovo contratto Funzioni Locali, assemblea CISL FP con i lavoratori del Comune
ANZIO | Da Gaza all’Italia per dare un futuro ai suoi figli: la storia di Azhaar e l’appello solidale per la sua famiglia




Devi effettuare l'accesso per postare un commento.