REGIONE LAZIO, lavoratori Telecom ristorazione, scontro aperto tra azienda e sindacati sul futuro dei trecento lavoratori

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E’ scontro aperto tra i sindacati e le aziende in merito al futuro dei trecento lavoratori addetti alle attività di ristorazione fornite in appalto a diverse società presso i siti di Telecom Italia, ripartiti nelle regioni: Lazio, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Dopo che le maestranze sono rimaste senza stipendio, senza ammortizzatori sociali e senza alcuna garanzia contrattuale a seguito di un cambio di appalto che non è ancora stato definito tra vecchi e nuovi gestori a cui Telecom ha affidato il servizio, ieri i lavoratori hanno pacificamente manifestato davanti la sede del Ministero del Lavoro, in via Fornovo a Roma, Al loro fianco i sindacati: Ugl, CLAS, Fesicaconfsal, Usb e Cub, i cui rappresentanti sono stati poi ricevuti dalla sottosegretaria al lavoro, On. Tiziana Nisini che ha manifestato il proprio impegno ad interessare della vertenza il Ministro del Lavoro per una sollecita convocazione delle parti, più volte richiesta dagli stessi sindacati.

Ma sulla vicenda si è consumato uno strappo evidente tra la Allfood spa., l’azienda subentrante nell’appalto, e i sindacati i quali sostengono che Allfood spa sta svolgendo dallo scorso 4 ottobre il servizio senza aver effettuato la procedura di cambio appalto e quindi al di fuori delle norme contrattuali vigenti in forza del CCNL applicato dalla stessa azienda.

Il presidente nazionale di Sindacato CLAS, Davide Favero, presente alla manifestazione sotto il Ministero del Lavoro, afferma:   

Anche alla luce dell’inerzia dimostrata dal Ministero del Lavoro, rammentiamo alla Allfood spa come la sede per lo svolgimento della procedura di cambio appalto può tranquillamente essere la sede sindacale. Quindi questo non può essere un alibi per l’azienda. Al contempo ringrazio il sottosegretario Nisini per l’interesse alla vicenda ma sono rammaricato che al Ministero del Lavoro non interessi aprire un tavolo di trattative per la sorte di 300 famiglie, che tra pochi giorni saranno senza futuro e che stanno esponendo le loro istanze con grande civiltà. Come abbiamo scritto nella nota indirizzata alle aziende uscenti e a quella aggiudicataria dell’appalto Telecom, si auspica che tutte le aziende interessate vorranno convenire sull’urgenza di procedere alla gestione della vertenza in una sede concertativa, dove cercare di individuare soluzioni condivise nella salvaguardia delle rispettive prerogative ed interessi, evitando irresponsabili “fughe in avanti” unilaterali che avranno come unico effetto una pluralità di contenziosi

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