CONTAMINAZIONI MUSICALI: intervista al talento apriliano Marina Zeppilli

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Incontriamo Marina Zeppilli, in arte MAZEcrue, un talento emergente nel panorama msicale apriliano. Marina nasce ad Aprilia nel 1997, immersa nella musica sin da bambina e cresce nutrendo questa passione. Diplomata in pianoforte jazz, continua a studiare oggi presso il Conservatorio O. Respighi di Latina. Da qualche anno si dedica anche al canto e alla scrittura. Ha inciso da poco il singolo “A voce piena” per l’etichetta apriliana 04011 Records, un pezzo crossover tra metal e rap con la collaborazione di suo fratello Fabio alle chitarre. La prima strofa del brano nasce durante la quarantena su una base strumentale per un freestyle di un minuto. Il testo viene poi ampliato e spostato su un riff di chitarra di Fabio, assumendo un carattere totalmente nuovo e dalle sonorità decisamente heavy.

Marina, il tuo singolo per 04011 Records è veramente  di un’energia incontenibile e soprattutto rivendica la presenza femminile in ambiti musicali considerati “maschili” per tradizione.

Ho sempre fatto le cose ponendomi una sola domanda: “mi piace?” e ignorando invece la questione “cose da maschio/cose da femmina”, credo che sia l’unico modo per interrompere la tradizione. Ci sono sicuramente attività in cui gli uomini riescono meglio e altre in cui le donne riescono meglio ma la musica non rientra tra queste attività. Per colpa della tradizione le donne nel mondo della musica sono in minoranza (soprattutto per quanto riguarda il rap e il metal). Mi sono trovata molte volte in contesti in cui ero l’unica donna, e continuo a trovarmici tutt’oggi. All’inizio non è stato semplice, ti trattano o troppo bene o troppo male. A volte devi stare sempre sulla difensiva e spesso capita che per essere presa in considerazione devi dimostrare di stare ad un livello superiore rispetto a quello per cui se fossi uomo saresti già considerata brava. Non ha alcun senso, ma mi spinge ancora di più a cercare di fare sempre meglio quindi da una parte questa realtà mi aiuta. Spero che sempre più donne smettano di fare le cose in base a ciò che viene da sempre ritenuto da maschio o da femmina.

Vieni da una formazione jazzistica dopo una partenza classica e adesso ti lanci in una fusion metal-trap. Quanto funzionano le contaminazioni?

Immagina una tavolozza di colori. I colori sono belli presi singolarmente, puri e nella loro essenza più totale, ma sono belli, in maniera diverso, anche abbinati nel modo giusto. Molto spesso i musicisti hanno una visione molto monocromatica, lo trovo noioso ed estremamente riduttivo, quasi un’offesa all’arte e alla musica stessa. La musica rispecchia gli stati d’animo e i pensieri dell’essere umano e l’essere umano è troppo sfaccettato per poter vivere di un solo tipo di musica. Secondo me bisogna solo stare attenti a creare le combinazioni che funzionano bene tra di loro.

I tuoi studi accademici sono stati un sostegno o un ostacolo per certi percorsi “alternativi”?

Lo studio della teoria musicale e l’analisi accurata di ciò che si suona e che si ascolta per me sono fondamentali anche nelle cose che faccio al di fuori del Conservatorio. Mi è capitato che diversi studi accademici entrassero in conflitto tra loro, ma che questi ultimi entrassero in conflitto con i miei percorsi “alternativi” mai. Al massimo capita che delle volte risparmio l’ascolto delle mie cose ad alcuni insegnanti perché so che non comprenderebbero (musicisti monocromatici), altri invece comprendono ed apprezzano.

C’è possibilità, secondo te, di un futuro possibile per i nuovi musicisti talentuosi come te?

Dipende dal genere che si suona e da quanto piace al grande pubblico, ma questo da sempre. Al giorno d’oggi però, con i social, è sicuramente più facile farsi comunque conoscere.

Quali sono i tuoi progetti immediati e a lungo termine?

Nei progetti immediati rientra sicuramente la conclusione del mio percorso di studi in Conservatorio. Mi piacerebbe poi sistemarmi professionalmente il prima possibile, punto all’insegnamento nelle scuole. Per quanto riguarda il percorso “alternativo” al momento sto lavorando ad un progetto pianistico/rap.

Grazie Marina, la nostra redazione ti augura un futuro ricco di successi.

Antonia Rizzo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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