SEZZE, Lidano Lucidi guarda al futuro della Servizi Pubblici Locali

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Quale sarà il futuro della Servizi Pubblici Locali Sezze spa? Come immaginiamo che l’azienda in cui il Comune è proprietario al 100% possa crescere e svilupparsi nel corso degli anni? Che ruolo avrà nel processo di riconversione ecologica e digitalizzazione che prevede tantissimi fondi provenienti dal Recovery Fund? E sui servizi sociali dopo un anno e mezzo di pandemia?”. Queste le domande che si è posto Lidano Lucidi, referente del gruppo civico “Identità Setina”, che ha deciso di concentrare le sue attenzioni sulla situazione della società partecipata, da anni al centro di polemiche e di situazioni, soprattutto legate ai Bilanci, che in diverse occasioni avevano fatto ipotizzare la messa in liquidazione o, nella peggiore delle ipotesi, la chiusura.

Secondo Lucidi queste domande meriterebbero una risposta da parte di chi in questo periodo si sta proponendo alla cittadinanza in vista delle elezioni del prossimo autunno. Un tema, secondo Lucidi, che deve essere sviluppato prima di andare a governare la città, con idee chiare su cosa fare. Il leader di Identità Setina punta inizialmente sulle questioni relative all’impegno che dovrà metterci l’azienda, predisponendo un chiaro piano industriale ed essendo guidata da una governance manageriale che sappia gestire le mille difficoltà odierne: “Occorre una contrattazione aziendale – spiega Lucidi – che sappia valorizzare e potenziare le risorse umane interne. Solo per fare un esempio: la recente situazione delle assistenti scolastiche stabilizzate con la Legge Madia non è stata gestita nel migliore dei modi. E’ mancata, come spesso succede, la programmazione. La politica, in questo caso come in altri, è rimasta a guardare invece di fornire linee di indirizzo funzionali alle esigenze e alla copertura migliore dei servizi erogati. In questo senso sottolineo come serva uno sforzo programmatico alto e innovativo”. Diversi i problemi che secondo Lucidi continuano ad essere sottovalutati, tra il centro diurno “Carla Tamantini” chiuso da un anno e mezzo, con tante famiglie di diversamente abili che si sono trovate in enorme difficoltà, fino ad arrivare alla situazione che, al netto delle indagini giudiziarie, ha interessato la gestione del cimitero comunale.

Inevitabile, infine, il riferimento alla gestione dei rifiuti solidi urbani: “Possiamo continuare la gestione dei rifiuti in questo modo – si chiede Lucidi – con problemi sotto gli occhi di tutti? Basta solo aumentare il perimetro della raccolta differenziata per essere virtuosi? E i problemi della manutenzione dei mezzi? Semplice manutenzione o un grande sforzo per ridare dignità al luogo? Perché, invece, non si ragiona su un’economia di scala, iniziando a guardare oltre il proprio naso e a collaborare fattivamente con Comuni limitrofi che potrebbero fornire soluzioni e, perché no, anche una forma di collaborazione intercomunale? Le problematiche del bilancio della partecipata sono note, ma dovremmo uscire dalla logica delle recriminazioni ed entrare nella logica delle soluzioni, una tra tante quella culturale, perché è facile dare ai cittadini la colpa di essere “zozzoni”, ma un politico serio deve guardare oltre, soprattutto se il problema è culturale e ragionare sull’educazione, a partire dalle scuole e da un senso civico che deve partire dal basso”.

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