SEZZE, una videoconferenza su Fosso Brivolco, monumento naturale

4 minuti di lettura

Giunge al terzo appuntamento di 5 previsti la manifestazione organizzata dalla Compagnia dei Lepini in collaborazione con la Regione Lazio dal titolo “I monumenti naturali. Tra la natura e la storia del territorio dei Monti Lepini”, ideata per sottolineare l’importanza di quelle aree che proprio la Regione Lazio ha elevato al rango di “monumenti naturali” e che potrebbero essere un volano per l’economia e il turismo dell’intero territorio pontino. Dopo il primo passaggio dedicato al lago di Giulianello e il secondo, lo scorso giovedì, nel quale si è parlato del Monumento Naturale di Monticchio a Sermoneta, questo giovedì sotto i riflettori finirà il Fosso Brivolco di Sezze.

La ex cava Petrianni nel Comune di Sezze, dichiarata Monumento Naturale con Decreto del Presidente della Regione Lazio nel 2016, ospita al suo interno tre distinte superfici di strato che presentano complessivamente oltre 200 impronte di dinosauri. Le impronte risalgono a circa 100 milioni di anni fa ed appartengono sia a dinosauri Sauropodi (ad andatura quadrupede, generalmente di grandi dimensioni e con cranio proporzionalmente piccolo, erbivori e con collo e coda assai lunghi), sia a dinosauri Teropodi (ad andatura bipede, carnivori, con denti acuti, zampe anteriori corte con dita provviste di artigli e zampe posteriori grandi e robuste con tre dita). I geologi che hanno scoperto le impronte hanno dapprima rinvenuto sulle superfici calcaree alcuni “mud cracks” fossili, termine con il quale vengono identificate le spaccature poligonali che si verificano anche ai nostri giorni nei terreni fangosi dopo un lungo periodo senza piogge. La presenza di queste antiche fratture era un segno inequivocabile del fatto che essi si erano imbattuti in un’antichissima spiaggia fossile; seguendo la superficie dell’antica spiaggia essi hanno infine rinvenuto le impronte dei dinosauri che nel cretacico passeggiavano lentamente in riva al mare alla ricerca di cibo.

Il ritrovamento delle impronte è stato davvero inaspettato ed ha contribuito a rivoluzionare il quadro geologico mesozoico dell’intero Appennino centrale. A parlarne nel corso della videoconferenza che sarà disponibile in diretta a partire dalle 16 sui canali social della Compagnia dei Lepini saranno il presidente Quirino Briganti, il consigliere regionale Salvatore La Penna, Vito Consoli e Diego Mantero della direzione regionale Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette e Daniele Raponi, il geologo che insieme al collega Gaspare Morgante nel 2003 hanno scoperto per primi le tracce dei dinosauri all’interno della zona alle porte di Sezze.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: