Finirà sul tavolo della Regione Lazio la delicata questione del cimitero di Sezze, dopo la chiusura delle indagini dell’operazione “Omnia 2” che ha portato a diversi arresti e indagati per reati commessi nella gestione dei servizi cimiteriali. Mercoledì prossimo, infatti, sarà discussa in consiglio l’interrogazione presentata nelle scorse settimane da Angelo Orlando Tripodi, capogruppo della Lega alla Pisana, che ha ripercorso le tappe della vicenda, concentrando le sue attenzioni sui reati che secondo gli inquirenti sarebbero stati commessi da chi doveva gestire la struttura per conto del Comune. In 32 pagine di interrogazione, infatti, l’esponente del Carroccio è partito dai regolamenti comunali sulla struttura, quello risalente al 1996 e quello del 2008 che sistemava la questione delle concessioni per le sepolture.
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Lo stesso consigliere della Lega, poi, anche per sottolineare diverse incongruenze, ha deciso di citare le tre delibere di consiglio comunale risalenti al 2015 grazie alle quali il Comune di Sezze decise di affidare alcuni dei servizi cimiteriali alla Servizi Pubblici Locali Sezze spa, la sua società partecipata, escludendo però la questione legata alla guardiania h24. E’ proprio Tripodi a sottolineare come la scelta fu particolarmente contestata, spiegando che “nel verbale allegato emerge lo scontro tra la maggioranza e l’opposizione, in particolare le forze a sostegno dell’amministrazione, a partire dal Partito Democratico, proponevano che la custodia del cimitero monumentale del Comune di Sezze fosse garantita anche di notte. Era di tutt’altro avviso la minoranza, che incalzava da un lato le forze di maggioranza a non aver trovato la quadra rinviando per ben due volte l’approvazione della delibera e dall’altro riteneva fosse surreale che la custodia di notte è un fatto storico, perché il cimitero di Sezze l’ha avuta sempre e quindi il Comune di Sezze debba continuare a mantenerla”, citando un passaggio di quell’ultimo consiglio comunale.
Nell’interrogazione, infine, tanto spazio viene preso dall’indagine e dalle sue conseguenze, con il culmine delle dimissioni del consiglio comunale e del primo cittadino Sergio Di Raimo, per poi concludersi con le richieste che Tripodi avanza a Zingaretti, chiedendo “come intenda attivarsi per garantire il ripristino della legalità, comprese le norme igienicosanitarie di competenza della Asl di Latina, nel cimitero di Sezze soprattutto nel rispetto sia dei defunti sia dei familiari, anche perché quest’ultimi vorrebbero una giunta regionale capace di ristabilire la credibilità delle istituzioni agli occhi della cittadinanza con una serie di iniziative”.






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