SEZZE, il Partito Democratico di fronte ad un bivio: fiducia a Di Raimo per il bis o si cambia?

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Tolta per un momento l’inchiesta Omnia 2 da sotto le luci dei riflettori e archiviata la pratica di insediamento del commissario prefettizio, le attenzioni della cittadinanza si spostano su un tema del quale qualche settimana fa sembrava prematuro parlare: le elezioni amministrative in programma all’inizio del prossimo autunno. Mentre la caduta del governo della città ha ringalluzzito diverse forze di opposizione, dentro e fuori dal consiglio comunale, che erano ancora in attesa di tempi migliori per iniziare a programmare la loro sfida, in casa Partito Democratico sembra scesa una coltre di ansia, sia per l’inatteso epilogo di una consiliatura che, sebbene ricca di insidie, sembrava poter arrivare alla naturale scadenza del mandato senza troppi scossoni, sia per la necessità oggettiva di anticipare i tempi e, contestualmente, di ricostruirsi al suo interno, oltre che a mettere la cosiddetta pezza all’inevitabile strappo che in teoria potrebbe aver allontanato parte dell’elettorato deluso dall’esito della vicenda giudiziaria che ha provocato la scossa decisiva.

La patata bollente esplosa tra le mani del partito proprio nel corso di una riunione culminata con la notizia delle dimissioni da consigliere della propria capogruppo, Marzia Di Pastina, unita al silenzio con il quale lo stesso partito ha deciso di affrontare la questione agli occhi dell’opinione pubblica (ad eccezione di uno striminzito comunicato che forse sarebbe stato addirittura opportuno non fare uscire), oggi è diventata una vera e propria bomba, con i dem chiamati a lavorare contestualmente su più fronti, quello squisitamente politico, quello che afferisce allo status, alla reputazione, che il partito vanta nei confronti del suo elettorato e quello, ben più complesso, della imminente chiamata al voto. Sei mesi, dirà qualcuno, non sono pochi, ma se si analizza la situazione generale si può affermare che non sono nemmeno molti. E la prima domanda, senza la quale oggettivamente non si va avanti, forse è la più banale, ma la risposta dovrà arrivare nel minor tempo possibile, proprio per organizzare il resto delle azioni da mettere in campo. Chi sarà il candidato sindaco del Pd ad ottobre? Verrebbe da chiedersi anche se ci sarà un candidato sindaco del Pd ad ottobre, ma questa è un’altra storia.

Sarà Di Raimo come confermato anche in questi mesi e ribadito dal segretario Daniele Marchetti quando qualcuno alludeva ad un probabile cambio di strategie che avrebbe coinvolto SezzeBeneComune? Sarà Di Raimo nonostante la pesante caduta? Sarà Di Raimo sebbene sfiduciato inizialmente (e con conseguenze che tutti oggi conosciamo) proprio dalla capogruppo in consiglio comunale del partito? Oppure sarà Di Raimo ad avere il coltello dalla parte del manico, a ritenere il partito in qualche modo “debitore” nei suoi confronti e a chiedere riparare al danno arrecato con la ricandidatura? E se sarà Di Raimo, che a questo punto (considerato anche il silenzio dietro al quale si è trincerato da ormai una settimana) sembra attendere un segnale proprio dal partito, che condizioni dovrà rispettare soprattutto in relazione agli alleati da inserire in coalizione?

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