“Le partite IVA aspettavano il Decreto sostegni, una boccata d’ossigeno ci voleva proprio. Ma il decreto per la maggior parte di loro si è dimostrato una beffa. La percentuale di calo del fatturato per accedere al contributo a fondo perduto doveva essere superiore al 30% rispetto all’anno precedente. Ora questi grandi economisti sembrerebbe che abbiano studiato il modo per non erogare le somme, facendo i calcoli il calo c’è stato a tutti ma di percentuali leggermente inferiori tipo il 28,70 o il 29,30. Decreto fatto con i piedi addirittura un lavoratore autonomo che ha aperto la partita Iva nel 2020 e ha fatturato tipo 100.000 euro, avendo avuto di conseguenza utili molto alti, ha diritto al contributo minimo a prescindere.
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Ma la beffa più grande è che andando a fare i calcoli dei pochi eletti che hanno superato il 30% di calo, la maggior parte prende il minimo 1000 euro per le persone fisiche e 2000 per le società. Vorremmo suggerire a questi grandi economisti che la perdita del 20% in una piccola azienda risulta essere grave ed in alcuni casi addirittura irreparabile. Tutte le giuste limitazioni che sono state imposte a lavoratori autonomi e dipendenti, dovevano essere accompagnate da veri sostegni come hanno agito gli Stati a noi vicini“. E’ quanto ha sostenuto in una nota Gennaro Di Leva, presidente ADG Italia Srl.






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