SEZZE, stasera in piazza IV novembre in scena lo spettacolo di strada gratuito e spontaneo del gruppo Eudaimonia

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L’arte come necessità; l’arte come estensione di un sentimento intimo, che si diffonde e diventa tesoro collettivo.
Questa sera, sabato 27 giugno, dopo che il caldo afoso avrà lasciato campo aperto alla frescura di una nuova notte di inizio estate, il gruppo Eudaimonia si esibirà in piazza IV novembre (piazza dei leoni), alle 22.30, dando vita a uno spettacolo di strada di Tribal Fusione Dance e didgeridoo, del tutto gratuito e spontaneo ma, soprattutto, aperto a tutti. Per tutti.

Gli Eudaimonia sono un duo nato sul palco della Città dell’altra economia di Roma, dall’incontro tra il setino Valerio Vittori e Tallulah Dawn, artista che proviene direttamente dalla scuola californiana di Tribal Fusion Dance.

«Il nostro spettacolo mira a unire antico e moderno. Per far ciò, utilizziamo e uniamo musiche originali con uno degli strumenti più antichi al mondo, ovvero il didgeridoo, il cui suono originario viene contaminato dalla tecnica più recente del beat box, così da ottenere sonorità e ritmiche moderne vicine all’odierna musica elettronica. L’esibizione musicale sarà coreografata dalla Tribal Fusion dance di Tallulah, una moderna danza che nasce in California, che riprende le basi dell’antica danza del ventre, contaminata con movenze di stili di danza più moderni come, per esempio, la break dance e altri ancora.
Sentiamo l’esigenza di offrire uno spettacolo gratuito, libero e spontaneo senza chiedere il cappello (come da tradizione busker), perchè crediamo che ora più che mai ci sia il bisogno di valorizzare la socializzazione, il senso di comunità ma, soprattutto, il valore sociale e culturale dell’arte, settore più di ogni altro messo in ginocchio dalla pandemia. Crediamo fortemente nel potere magico dell’arte, un potere in grado di unire le persone. Vogliamo lanciare questo incantesimo per spezzare il sortilegio della paura e della distanza a cui questa pandemia ci ha obbligato»
, ha dichiarato Valerio Vittori.

Quello di questa sera è, dunque, un invito a stare insieme. Un invito a scacciare via i residui timori, grazie alla forza magica e primitiva della musica e della danza.

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