I corpi di Daniele Nardi e Tom Ballard resteranno sul Nanga Parbat, a ridosso dello sperone Mummery che lo scorso inverno i due alpinisti, il setino e l’inglese, stavano cercando di scalare per raggiungere la vetta della “Montagna Nuda”, la nona montagna più alta della terra con i suoi 8.126 metri di altezza. Un tentativo che, come sappiamo, non andò a buon fine, con i due alpinisti che avevano fatto perdere le proprie tracce fino alla scoperta, tramite strumenti ottici, dei loro corpi riversi sulla neve e sul ghiaccio. Proprio nell’attesa di conoscere le sorti di Daniele e Tom, in quei giorni furono diverse le iniziative messe in atto per costituire una squadra di soccorso, con un crowdfunding che riuscì a far raccogliere poco meno di 150mila euro. A distanza di otto mesi da quei momenti di speranza che si sono tramutati in tristezza e rassegnazione quando i corpi di Daniele e Tom sono stati individuati dal telescopio messo a disposizione dal loro collega Alex Txikon, l’alpinista basco che si era messo a disposizione nel coordinamento delle ricerche, adesso è arrivata la conferma che i tentativi di recupero dei due corpi sarà definitivamente interrotto. A spiegarlo in una nota è stato Stefano Pontecorvo, l’ambasciatore italiano in Pakistan che aveva coordinato dall’Asia i tentativi di soccorso al connazionale e al giovane inglese: ““Dopo alcuni incontri tecnici avvenuti in queste ultime settimane presso l’ambasciata con esperti locali e internazionali di logistica e soccorso alpino sulle montagne del Pakistan – ha spiegato Pontecorvo in una nota che poi è stata rilanciata sulla pagina ufficiale Facebook dell’alpinista originario di Sezze – si è dovuto prendere atto dell’impossibilità allo stato attuale, per questioni di sicurezza, del recupero dei corpi di Daniele Nardi e di Tom Ballard”. Lo stesso ambasciatore ha ringraziato nella sua nota l’aviazione militare del Pakistan, gli esperti internazionali e i collaboratori dell’ambasciata “sempre pronti ad offrire la loro competenza ed esperienza in favore della buona riuscita degli interventi di soccorso ad alpinisti e trekker, impegnati sulle splendide montagne del Pakistan”. Un passaggio della nota di Pontecorvo, poi, ha riguardato la somma rimasta dal crowdfunding: tolti i circa 102mila euro utilizzati per le operazioni di salvataggio dei due alpinisti, i restanti 42mila saranno utilizzati per realizzare due progetti a favore dell’istruzione che Daniele avrebbe voluto attuare in Pakistan, uno realizzato dall’associazione Ev K2 Cnr Pakistan Ngo (26mila euro messi a disposizione), l’altro dall’associazione Montagne & Solidarietà (circa 16mila) con la supervisione dello stesso ambasciatore italiano in Pakistan.
SEZZE, i corpi di Daniele Nardi e Tom Ballard resteranno per sempre sul Nanga Parbat




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