Latina perde un’artista unica e una donna meravigliosa. Veturia Manni, eclettica presenza del territorio pontino è scomparsa due giorni fa lasciando il panorama culturale artistico orfano di una personalità brillante e autentica, una donna dalla sincerità tagliente e poco incline ai compromessi. La sua vita è stato un continuo rimettersi in gioco e superare le barriere del perbenismo e della mediocrità. Abbiamo condiviso dei momenti artistici e umani; la sua scomparsa è un grande lutto per la comunità artistica italiana. Originaria di Sezze, viveva e lavorava a Latina dove gestiva la galleria d’arte “Art Time” nella Galleria Pennacchi. Il suo percorso complesso e variegato inizia negli anni ’70 a Bologna, dove si Laurea al DAMS: Arte e Spettacolo. Cinema, fotografia, architettura e pittura si fondono insieme per dare vita a creazioni singolari, legate al mondo reale, ricche di un significato profondo ed intimo. La sua arte è stata un percorso alla ricerca continua di attimi fuggenti che cercano la sorpresa, l’emozione in uno scatto fotografico fermando attimi di vita quali elementi architettonici, spazi dismessi, luoghi e persone, e tutto ciò che la incuriosiva. Una sintesi di poesia e narrazione per creare una piacevole connessione tra soggettività – oggettività con l’ausilio di tecniche diverse: colori acrilici, resine sintetiche, matite, gessi, tubi di neon luminosi e, talvolta, introducendo anche il linguaggio verbale. Ha creato ed ideato un marchio: “gioiellixcaso” gioielli d’arte contemporanea, nati dall’insieme di materiali riciclati, resina, metalli ,pietre preziose e semipreziose, pezzi unici che sprigionano colore ed energia, quella che Veturia ha sempre avuto dentro e che non ha saputo trattenere. Qualsiasi oggetto, luogo o persona è godibile in quanto immagine multi – evocativa: Veturia ha saputo fondere abilmente arte e vita, percependo l’influenza fra uomo e tecnologia e riuscendo a coniugare armonicamente capacità naturali e casuali. Il riferimento alla pop-art è d’obbligo, con interessanti affinità alla pop inglese, più nostalgica e poetica, dove l’artista scorge nella realtà non solo il mero consumismo, ma “mitologie quotidiane”. Veturia ha saputo sperimentare sempre nuove forme con libertà, come una mappa topografica interiore.




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