Il ciclo Storie di Persone e di Musei prosegue con i Musei Archeologici di Priverno (LT), che si configurano come un vero e proprio Sistema Museale Urbano; li presenta la Direttrice Margherita Cancellieri. A Priverno, tre musei archeologici fanno da corollario al ricco patrimonio culturale della città. Sono il risultato di un impegnativo programma di sviluppo promosso dall’Amministrazione comunale e sostenuto dalla Regione Lazio, che ha permesso di realizzare, nell’arco di un decennio, diverse strutture museali. All’interno di un itinerario di visita unitario si snodano le tappe di una complessa storia urbana, iniziata con Privernum, antica città dei Volsci, e passata, dall’età romana a quella medievale, attraverso insediamenti che segnano ancora profondamente il paesaggio attuale: Privernum, con le imponenti rovine della città romana e altomedievale e poi con il centro storico di Priverno in cui sopravvive il tessuto urbanistico ed edilizio della Piperno medievale, Fossanova, con la sua splendida Abbazia cistercense, il Parco di San Martino con il palazzo rinascimentale del cardinale Gallio offrono la possibilità di seguire le linee di un divenire storico che si concretizza negli allestimenti dell’Area Archeologica Privernum, del Museo Archeologico a Priverno e del Museo Medievale a Fossanova. L’Area Archeologica è in località Mezzagosto, 5 km a nord-est di Priverno, in un sito di pianura nel cuore della valle dell’Amaseno. La conferenza che si svolgerà domani rientra nel ciclo di incontri “Storie di Persone e di Musei”, finalizzato al perseguimento dello spirito della Convenzione di Faro (2005) sul valore dell’eredità culturale per la società e, al contempo, ispirato al “decalogo per un Museo che racconti Storie quotidiane” di Orhan Pamuk, per dare spazio e voce alle molteplici realtà culturali locali che popolano il territorio di cui il Museo di Villa Giulia è stato ed è tuttora interprete. Lo scopo è quello di mettere a disposizione degli amministratori locali e dei curatori di raccolte civiche di interesse archeologico presenti nelle regioni del Lazio, dell’Umbria e della Toscana un luogo in cui poter raccontare la loro esperienza di valorizzazione non tanto dalla prospettiva delle “cose” quanto, piuttosto, da quella delle “persone”, intese sia come operatori museali che come fruitori culturali, in modo tale da far convergere l’attenzione anche sulla dimensione immateriale della nostra eredità culturale e sulle persone che, a vario titolo, “desiderano” identificarsi in tali valori. L’iniziativa rientra nella programmazione dell’Anno europeo del patrimonio culturale (2018) e ha ottenuto il patrocinio dell’International Council of Museum (ICOM) sezione italiana.
Da leggere
ANZIO | Leo Gassman e Zero Assoluto aprono l’estate 2026: presentata la nuova stagione turistica
CISTERNA | Venerdì la finale della quinta edizione del premio Invictus School
LATINA | Concorso Internazionale di Fotografia: ultimo weekend tra fotografia, cinema e memoria




Devi effettuare l'accesso per postare un commento.