Rita Palombi, candidata a sindaco per le prossime amministrative del 11 giugno 2017, sostenuta dal partito Sezze Bene Comune, tramite nota commenta le dichiarazioni del PD sui conti comunali. “Nella propaganda del PD, che ha amministrato per decenni questo paese, salvo una breve parentesi, è stato orgogliosamente annunciato che “I conti comunali sono tutti in regola e sono scomparsi i debiti fuori bilancio”. Gioite ed esultate, cittadini! Poiché è sempre una questione di punti di vista, l’orgoglioso annuncio potrebbe essere letto anche in altro modo: abbiamo deciso di far pagare alle casse comunali (quindi a voi cittadini) un bel po’ di debiti derivanti da sentenze di condanna dell’ente o da spese assunte senza il rispetto delle regole contabili, esonerando in tutti e due i casi da ogni responsabilità chi quei debiti aveva provocato direttamente, impegnando la spesa, o indirettamente, provocando danni poi puniti dalle sentenze. Il debito fuori bilancio, soprattutto se contratto per spese relative ad acquisire beni, servizi e consulenze, dovrebbe pagarlo infatti il politico o il funzionario che l’ha provocato, non certo la collettività, a meno che questo debito, sorto fuori da ogni previsione di bilancio, non venga “riconosciuto” dal consiglio e, dunque, pagato da tutti noi con soldi pubblici. Ma al riconoscimento di questi debiti la legge pone limiti precisi perché, dietro molti di essi, c’è sempre una violazione di regole, dunque una cattiva gestione del denaro pubblico da arginare. Per questi motivi la Corte dei Conti aveva già mostrato il cartellino giallo al nostro comune con una delibera del 22 luglio 2008 (consultabile su internet). Ma l’avvertimento non è servito se, a distanza di otto anni, come riportato da diversi organi di stampa, la stessa Corte ha rinviato a giudizio per danno erariale, nel novembre dello scorso anno, 41 fra politici e funzionari del nostro comune, molti dei quali di quel PD che rivendica in questa campagna elettorale il “merito” di avercosì “risanato” i conti pubblici. Non riusciamo davvero a trovare motivi di “orgoglio” in questa storia, ma solo “pregiudizio” (nel senso di danno) per i cittadini… e molto! Infatti, al di là degli esiti della vicenda giudiziaria, ci domandiamo se, sotto un profilo strettamente politico (inteso come tutela dell’interesse collettivo), sia stato opportuno riconoscere indiscriminatamente questi debiti o se non sarebbe stato più giusto, almeno nei casi più gravi, mettere qualcuno di quelli che li ha provocati di fronte alle proprie responsabilità. A voi l’ardua risposta”.
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