La riapertura della linea ferroviaria Priverno-Terracina potrebbe non essere più soltanto un auspicio, ma prima di parlare di risultato raggiunto occorre attendere il completamento delle opere e l’effettivo ritorno dei treni. È la posizione di Arcangelo Palmacci, segretario di Azione Terracina, che interviene sul percorso avviato per il ripristino del collegamento ferroviario.
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«I lavori propedeutici sono partiti e ci sono risorse pubbliche importanti destinate alla messa in sicurezza e al ripristino della linea. È giusto riconoscerlo, ma proprio per questo bisogna mantenere lucidità: tra l’avvio dei lavori e la riapertura di una ferrovia c’è ancora molta strada», afferma Palmacci.
Il segretario di Azione Terracina richiama una serie di passaggi che, secondo quanto riportato nella nota, devono ancora essere affrontati: progettazione e realizzazione delle opere, procedure amministrative, ricorso al Tar ed eventuale variante, rischio idrogeologico R4, interventi di messa in sicurezza e controlli sull’utilizzo delle risorse stanziate.
«Il percorso è iniziato, ma il traguardo non è ancora raggiunto. Servono quindi attenzione, serietà e controllo, non l’ennesima gara a chi arriva per primo davanti a una telecamera. Una ferrovia non si riapre con un comunicato stampa, una fotografia davanti a un cantiere o un post sui social. Si riapre quando un treno torna a correre», sottolinea Palmacci.
Azione Terracina invita inoltre a non trasformare il percorso verso la riapertura della linea in una competizione politica per attribuirne il merito a una singola parte. Palmacci ricorda come nel corso degli anni la questione abbia coinvolto amministrazioni, maggioranze, opposizioni, associazioni, comitati, pendolari e cittadini, che in momenti diversi hanno mantenuto alta l’attenzione sul collegamento ferroviario.
«A tutti va riconosciuto il proprio contributo. A ciascuno il suo. Se un giorno il treno tornerà davvero a partire, il risultato sarà della città, dei pendolari, di chi ha bisogno di collegamenti efficienti, soprattutto con Roma, e delle generazioni future. La ferrovia non appartiene a una parte politica né a una singola amministrazione. Non porta la tessera di partito. Porta persone», prosegue il segretario.
Da qui la richiesta di continuare a seguire con attenzione l’avanzamento dell’intervento, verificando tempi, procedure, utilizzo delle risorse ed eventuali ritardi. Per Azione, soltanto dopo il completamento delle opere e dei collaudi si potrà parlare concretamente di riapertura.
«Quando le opere saranno completate, il collaudo concluso e un treno tornerà davvero a correre tra Terracina e Priverno, allora festeggeremo tutti insieme. Fino ad allora, niente medaglie. Perché una ferrovia non si inaugura sui social. Si inaugura quando parte il treno. E quel giorno basteranno quattro parole: Il treno è tornato. Per il taglio del nastro non ci sarà problema. Ci sarà posto per tutti», conclude Arcangelo Palmacci.


