Scintille all’interno della minoranza consiliare setina, dopo l’approvazione della nuova Tari che ha fatto emergere una contraddizione tra i componenti delle opposizioni sulla linea da seguire, con Di Palma e Brandolini che hanno abbandonato l’aula per mettere alla prova la maggioranza sul numero legale e Reginaldi che è rimasto in assise ed ha votato no. Lo stesso Reginaldi spiega il motivo: “All’inizio del consiglio abbiamo abbandonato più volte l’aula, approfittando dell’assenza di alcuni membri della maggioranza. Al momento del voto la maggioranza era composta da 9 membri, quindi blindata, e io ho ritenuto opportuno e doveroso restare in aula per mantenere la posizione del no all’aumento della Tari, mentre gli altri due colleghi hanno ritenuto opportuno abbandonare la seduta. Non mi permetto di giudicare e rispetto la loro linea politica, rispetto persino chi non è mai presente, non deve rendere conto a me, ma al suo elettorato. Ovviamente pretendo la stessa cosa nei miei confronti. Se ho contestato la decisione dell’aumento della Tari, non potevo sottrarmi al voto, e delle “ipotesi” fantapolitiche, riguardo al fatto che, tra i consiglieri di maggioranza ci poteva essere un “franco tiratore”, me ne frego e soprattutto non ci credo. Se qualche consigliere di maggioranza non era d’accordo con l’aumento della tassa, votava no e basta. Forza Nuova mantiene la linea senza prestarsi a giochetti e supposizioni campate in aria, in questo caso la linea era la battaglia e il votare no al punto dell’ordine del giorno. Il paradosso – conclude Roberto Reginaldi – è il doversi difendere da “supposizioni” a dir poco ridicole. Grave invece il fatto che tra la maggioranza Campoli ci sia questo o questi consiglieri, che abbiano lasciato intendere di essere pronti ad un “tiro franco”, ma io credo invece che si siano divertiti a farlo credere, a meno che, si stia usando proprio questa “supposizione” per giustificare la propria linea e di conseguenza scelta di come votare, o di non farlo proprio. Una linea politica va mantenuta, indipendentemente dai “se” o “ma”, come per le mozioni, non basta presentarle, vanno discusse senza giochetti o supposizioni fantapolitiche, ognuno nei propri ruoli”.
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