“Vedere cammello, pagare moneta”. Sembrano affidarsi a questo vecchio detto gli uffici della Regione Lazio, che nei giorni scorsi, il 26 aprile per essere più precisi, hanno inviato una nota al Comune di Sezze per sbloccare parte del finanziamento di 3,6 milioni (909mila euro) per la realizzazione del nuovo depuratore. Per dare il via al procedimento di liquidazione, però, la Regione vuole poter disporre di alcuni documenti, lo stato di avanzamento dei lavori, le spese e quanto altro allibrato e il cronoprogramma aggiornato. Insomma, niente compensazione con la questione Anfiteatro, come qualcuno aveva ipotizzato, ma semplicemente un quadro della situazione vigente per far partire lo stanziamento dei fondi che servono per completare l’opera. Ma a questo punto viene da chiedersi il motivo di tanto astio nei confronti della Pisana, che alla fine vuole solo sapere a che punto siano i lavori per continuare a pagare. Così come non si comprendono le critiche rivolte da alcuni amministratori setini alla Regione, considerata cattiva pagatrice. La nota della Regione, infine, svela un particolare che finora era sfuggito: nel documento si parla non solo di realizzazione del nuovo depuratore a Sezze scalo, ma anche di conseguente eliminazione degli impianti esistenti di Casali e di via Friuli. Sull’argomento sono intervenuti Luigi Gioacchini e Lanfranco Coluzzi del Mlis, che da diversi anni sono interessati all’intera vicenda ed hanno espresso in più occasioni le loro preoccupazioni: “Realizzazione del nuovo ed eliminazione dei due esistenti? E’ perché mai – si chiedono i due esponenti del Mlis – visto che quelli esistenti, per stessa ammissione della Dondi prima e di Acqualatina poi sono funzionanti? Insomma, qualcosa non torna. Intanto qualcuno dovrebbe spiegare perché si è deciso di costruirne uno nuovo quando i due presenti funzionavano. Sì, funzionavano, perché altrimenti non si spiegherebbe per quale motivo la voce depurazione sia presente in bolletta e ancora più di recente – proseguono Gioacchini e Coluzzi – per i cattivi odori al ponte del Brivolco si sia confermata la tesi che i depuratori vanno bene”. Insomma qualcosa non torna e dalla Regione, ad eccezione di questa nota inviata al Comune, solo silenzi. Sul tavolo di Zingaretti da un anno c’è un’interrogazione del consigliere Fabrizio Santori, ancora inevasa, mentre lo stesso consigliere ha formalmente provveduto a richiedere gli atti: “I silenzi sono tanti e questa situazione non appare chiara. Per non parlare – spiegano gli esponenti del Movimento Libero Iniziativa Sociale – di altre questioni, tra le quali l’ipotizzata compensazione con i finanziamenti per l’Anfiteatro e per non parlare della questione del microtunneling e degli scavi che si sono fatti in corso d’opera su un’area a fortissimo rischio frana”. Insomma tanti interrogativi su un’opera che forse nemmeno serviva, ma sulla quale sono già stati spesi circa 3 dei 5 milioni previsti. Una situazione che rischia di diventare ancora più intricata.
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