Lacrime e commozione, ma anche diversi sorrisi in ricordo di aneddoti ed episodi, hanno accompagnato l’ultimo saluto della cittadinanza setina a Lidano Zarra, scomparso giovedì scorso all’ospedale di Latina a causa di complicazioni di natura cardiaca dopo che nelle precedenti settimane era stato colpito da un collasso. Ieri mattina i setini non si sono fatti spaventare dalle brutte condizioni del tempo e hanno offerto il loro ultimo saluto ad un personaggio che a titolo diverso, da medico e da politico e amministratore della città, ha sicuramente lasciato un segno. Fino dalle 9 del mattino la concattedrale di Santa Maria si è cominciata a riempire di concittadini del 67enne ex consigliere provinciale ed attuale esponente della minoranza consiliare setina. Tante persone comuni, magari pazienti, tanti amici e, soprattutto, tantissimi esponenti che nel corso degli ultimi 26 anni hanno calcato la scena politica insieme a Zarra. Sei, a contarle superficialmente, le consiliature interessate, a cominciare da quella di Antonio Maurizi (presente naturalmente alla cerimonia), socialista come Zarra e primo sindaco non proveniente dal Pci a Sezze, nel 1990. Proprio Maurizi gli diede il primo incarico politico, l’assessorato alla Sanità. Siddera, sindaco di Sezze dal 1994 al 2003, di cui Zarra fu successore proprio quell’anno, imponendosi con il progetto di liste civiche ideato da Paride Martella che lo portò ad essere eletto sconfiggendo l’allora avversario Giovanbattista Giorgi. Fino ad arrivare all’ultimo periodo, quello di Campoli, assente per motivi familiari e sostituito dal presidente del consiglio comunale Sergio Di Raimo che, con la voce rotta dall’emozione, ha preso la parola durante la cerimonia ed ha speso parole di grandissima riconoscenza nei confronti di Zarra, chiudendo il suo intervento con un “Mancherai a tutti in consiglio”, che ha strappato un sincero applauso nella chiesa gremita in ogni ordine di posti. Nel frattempo gruppetti di persone fuori dalla chiesa lo ricordavano come forse lui avrebbe voluto, ridendo di episodi che lo avevano visto protagonista e di battute storiche, magari davanti al bar di Porta Pascibella del quale per anni era stato assiduo frequentatore, che facevano di lui un leader in ogni senso. Sentito e particolarmente emozionante anche l’intervento di Leone Caetani, confratello dei Sacconi Bianchi, cui Lidano Zarra apparteneva. Un saluto doveroso ad un uomo che si era sempre saputo far volere bene e che portava rispetto a tutti quelli che incrociava sul suo cammino. Un gesto nobile da parte dei setini che faranno fatica a dimenticarlo.
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