Aleggia ancora un’enorme sensazione di tristezza 24 ore dopo la tragica scomparsa di Massimo Massetti, il 50enne operaio di Acqualatina morto per una violenta scarica di corrente elettrica mentre si trovava impegnato in alcuni lavori di ripristino nell’area di Fonte La Penna a Sezze. La morte dell’uomo ha sollevato diversi interrogativi, soprattutto alla luce del motivo che ha voluto lo sfortunato 50enne e i suoi 3 colleghi che non hanno potuto far nulla per salvargli la vita essere presenti sul luogo: il furto di rame consumato da ignoti la notte precedente alla tragedia, che aveva costretto la società a mandare una squadra per intervenire e ripristinare il flusso di acqua in alcune zone della vasta area di Suso. Il teatro della tragedia, un pozzetto chiuso con all’interno i quadri elettrici che permettono il funzionamento delle pompe di rilancio, è ancora sotto sequestro, mentre il servizio idrico sembra non accusare la situazione e ieri mattina c’è stato un sopralluogo. L’ente comunale ha anche chiesto alcuni documenti alla Dondi, società che ha gestito il servizio idrico fino a luglio 2014. Mentre la società Acqualatina, che martedì aveva postato le proprie condoglianze alla famiglia di Massetti sulla pagina Facebook, non ha emesso comunicazioni ufficiali, sull’argomento è intervenuto Roberto Cecere segretario generale della Femca Cisl di Latina, che in una nota ha affermato: “Il tragico incidente su lavoro avvenuto a Sezze, e che è costato la vita a Massimo Massetti dipendente di Acqualatina, ci ha lasciati sconcertati e sgomenti. Non si può morire a 50 anni, lasciando moglie e figli piccoli, soprattutto non si può morire di lavoro che deve essere fonte di prosperità, felicità e crescita, che non può gettare nella disperazione e nel dolore un’intera famiglia, un’intera comunità”. Per il sindacalista ogni infortunio sul lavoro, grande o piccolo che sia, rappresenta sempre una sconfitta, una piaga dolorosa: “Si è ancora più turbati di fronte ad una morte così assurda avvenuta durante il ripristino del servizio pubblico interrotto a causa del furto di rame da parte di ignoti. Quanto accaduto deve spronarci, come sindacato, a fare sempre di più e meglio per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Abbiamo chiesto alla direzione aziendale di Acqualatina – ha concluso Roberto Cecere – un incontro urgente al fine di cercare di comprendere meglio quanto accaduto e le dinamiche che hanno portato all’incidente. Soprattutto vogliamo comprendere se esistono i margini di manovra per migliorare ancora di più la sicurezza di quanti operano sugli impianti“.
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