“Dopo il servizio andato in onda su Sky Tg24, che ha visto registrare il nostro intervento sull’argomento, ci sentiamo in dovere di analizzare le immagini e, soprattutto, le parole degli amministratori e dei dirigenti intervistati dal network”. Tornano ad intervenire sulla situazione dell’Anfiteatro i responsabili del Movimento Libero Iniziativa Sociale di Sezze, da anni impegnati in un’autentica battaglia per la legalità dopo la distruzione del Teatro Italiano: “Se da una parte – spiega Luigi Gioacchini – non ci sorprende la decisione dell’ex sindaco Zarra di non parlare dell’argomento, dall’altra restiamo basiti dalle dichiarazioni dell’attuale dirigente dell’ufficio tecnico comunale, che ammette candidamente che nel corso dei lavori ci sarebbero state delle irregolarità, ma soprattutto dalle dichiarazioni rilasciate dal primo cittadino”. Proprio sull’intervento di Andrea Campoli si concentrano le attenzioni del gruppo politico setino, che arriva a paragonare la posizione attuale a quella che lo stesso sindaco ebbe 5 anni fa, quando ad interessarsi dell’Anfiteatro fu il tg satirico Striscia la Notizia: “Mettendo per un attimo da parte il servizio farlocco realizzato da Striscia, che nascose clamorosamente le verità sull’Anfiteatro, vorremmo sottolineare che il sindaco, intervistato da Brumotti tra il serio e il faceto, dichiarò pubblicamente che sarebbero serviti ulteriori 800mila euro per completare l’opera. Ci fa piacere registrare come, a distanza di 5 anni, questa idea malsana gli si sia tolta dalla mente. Stavolta, ascoltato da Helga Cossu, il sindaco non ha più parlato di chiedere ulteriori finanziamenti per completare l’opera, ma ha ammesso candidamente che la stessa è frutto di una serie di errori, cosa di cui naturalmente lui non poteva essere a conoscenza essendo un consigliere provinciale durante quel periodo in cui si decise di distruggere l’Anfiteatro e che per sua stessa ammissione presentò un’interrogazione a Cusani, aspettando per sei mesi una risposta, quando invece avrebbe potuto chiedere l’accesso agli atti ed eventualmente far terminare lo scempio in attesa di saperne di più, oppure chiedere ai suoi compagni di partito in consiglio comunale cosa avevano votato. Che dire, poi, dell’ultimo passaggio relativo all’eventuale ricerca dei responsabili un minuto dopo che l’Europa chiederà indietro i soldi finanziati? Ci chiediamo – conclude Gioacchini – cosa stia aspettando il sindaco per denunciare, per far partire un’indagine tesa a verificare le responsabilità, ammesso che non parta da sola dopo le immagini e le ricostruzioni di Sky. Una cosa è certa: i cittadini di Sezze vanno risarciti per l’ingente danno subito. Poi qualcuno spiegherà come è stato possibile non accorgersi dal Burl che la Regione aveva inserito l’Ecomostro nei beni da vendere”.
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