Aumenta il ricorso alla cassa integrazione ordinaria nella provincia di Latina. Secondo l’analisi elaborata dalla UIL di Latina sui dati Inps, nel 2025 le ore autorizzate sono cresciute del 25,5% rispetto all’anno precedente, un dato che per il sindacato evidenzia le difficoltà attraversate da diversi comparti produttivi del territorio.
Leggi sullo stesso argomento
LATINA | 1,2 milioni dal Ministero per lo Sport: via al restyling della pista del Campo Coni
LATINA | Commissione congiunta su Nicolosi-Frezzotti e Vele Ex Icos: lavori PNRR tra l’80 e il 90% di avanzamento
LATINA | Rotary Club e UNICEF insieme per l’infanzia: Nicola Graziano nominato socio onorario
Le ore di cassa integrazione ordinaria sono passate dalle 534.732 registrate nel 2024 alle 671.054 del 2025, collocando la provincia pontina tra quelle che hanno fatto segnare gli incrementi più significativi a livello nazionale. «Quanto sosteniamo trova conferma nelle difficoltà che stanno interessando alcune realtà aziendali del settore chimico-farmaceutico e nella vertenza che coinvolge la Koch Glitsch di Aprilia, dove 64 lavoratori sono attualmente a rischio licenziamento», afferma il segretario generale della UIL Latina, Luigi Garullo.
Il sindacalista richiama in particolare la posizione assunta dalla Uilm di Latina, che ha chiesto il ricorso agli ammortizzatori sociali per affrontare la crisi aziendale. «Non si può parlare di licenziamenti senza aver prima attivato tutti gli strumenti di tutela disponibili per i lavoratori», sottolinea.
Secondo Garullo, l’aumento della cassa integrazione non può essere interpretato come un fenomeno isolato, ma rappresenta il segnale di una fase di rallentamento che interessa diverse realtà produttive del territorio. La tendenza si inserisce in un quadro più ampio che riguarda l’intera regione Lazio, dove nel 2025 sono state autorizzate oltre 38 milioni di ore di ammortizzatori sociali, contro i circa 25 milioni dell’anno precedente.
«L’incremento della cassa integrazione ordinaria è il sintomo di un territorio che fatica a sostenere i processi di transizione economica e produttiva in corso – conclude Garullo –. Senza adeguate politiche di accompagnamento il rischio è che il peso di questi cambiamenti ricada esclusivamente sui lavoratori».
Per questo la UIL torna a chiedere l’istituzione di un tavolo tecnico regionale che coinvolga parti sociali, Consorzio Industriale del Lazio ed enti locali, con l’obiettivo di valorizzare gli strumenti di sviluppo già disponibili, tra cui la Zona Logistica Semplificata e la Zona Franca Doganale del basso Lazio, e rendere più attrattivo il territorio per nuovi investimenti e opportunità occupazionali.


