“A scoppio ritardato sull’Ecomostro. Un intervento paradossale quello del consigliere Reginaldi, approdato in Forza Nuova dopo essere stato eletto nella lista API di Rutelli, che sosteneva la candidatura del sindaco del Pd Andrea Campoli, alla fine, temporanea, di una trasmigrazione che lo ha visto passare attraverso An, Forza Italia e Md, lista che a suo tempo appoggiò la candidatura a sindaco di Titta Giorgi, noto esponente della sinistra. Intervento paradossale relativo ad una sua interrogazione incentrata sulla questione Anfiteatro”. E’ questo il pensiero dei responsabili del Mlis, che intervengono sull’interrogazione presentata dal consigliere Reginaldi: “E’ una questione che ci vede impegnati da anni, da quando la struttura ancora non veniva abbattuta. Da prima del 2004. Dal punto di vista amministrativo e da quello legale-giudiziario la vicenda è stata da noi sviscerata in tutte le sue sfaccettature ed è ben nota, essendosene interessati anche i più importanti media nazionali, dalla Rai a La 7, passando per Mediaset. Amministrativamente può dirsi conclusa con la richiesta da parte della Commissione Europea delle somme elargite in favore del Comune di Sezze. A seguito della nostra azione, grazie anche al contributo dei consiglieri regionali radicali Rossodivita e Berardo e del consigliere indipendente Fabrizio Santori, è stato accertato che la realizzazione di un ecomostro al posto dell’originario Anfiteatro è fuori dalle regole. Il Comune si trova nella sola condizione di dover restituire i soldi. Dal punto di vista legale e giudiziario, ancora sono pendenti presso la Procura della Repubblica di Roma gli esposti-denuncia presentati dai consiglieri radicali. Tutto questo è avvenuto nell’arco di più di 10 anni, durante i quali in consiglio comunale nessuno si è levato contro lo scempio perpetrato. Reginaldi – prosegue la nota – in questo lasso di tempo sedeva sugli scranni dell’aula consiliare. Ciliegina sulla torta: nessuno tra i consiglieri comunali di Sezze ha informato la popolazione che nel frattempo la giunta della Regione Lazio, presidente Nicola Zingaretti, tra gli assessori la sezzese Sonia Ricci, ha posto l’importante infrastruttura e tutto il territorio su cui insiste, tra i beni regionali alienabili, cioè in vendita. Se non fosse stato per MLIS, che ha denunciato puntualmente anche questo scandalo, i cittadini di Sezze lo avrebbero saputo quando magari qualche cordata di palazzinari se ne sarebbe impadronita. Questioni affrontate da noi nel corso degli anni, ma che non sono state mai poste dal consigliere Reginaldi quando doveva, in tempo reale, al sindaco che contribuì ad eleggere o al compagno di “opposizione”, l’ex sindaco Zarra , tutte persone ben informate sui fatti. Questo personaggio non solo entra fuori tempo massimo con interrogativi superati, ma lo fa in maniera strumentale”.
Leggi sullo stesso argomento
SABAUDIA | Piazza Roma restituita alla comunità: inaugurazione tra spettacoli e partecipazione
SABAUDIA | Fondazione Terracina, Di Leva: “Scelte non condivise, serve coinvolgere tutti i Comuni”
FORMIA | Intitolata la scuola di Trivio al prof. Valentino Cardillo: “Esempio di cultura e umanità”


