A pochi giorni dalla chiusura dell’esercizio finanziario 2015 viene convocato il consiglio comunale per la nomina del nuovo Revisore dei conti. A prendere l’incarico, con le modalità stabilite dalla prefettura, è il dottor. Paolo Pasciuto.
Calma apparente ma per nulla reale quella che sta accompagnando i giorni di avvicinamento all’assestamento del bilancio, da farsi entro il 30 novembre, per il comune di Roccagorga. Infatti il nuovo Revisore dovrà immediatamente fare i conti con una precedente richiesta di chiarimento su eventuali nuovi debiti da riconoscere come debiti fuori bilancio inoltrata al dimissionario Revisore dell’ente qualche settimana fa dal gruppo consiliare Tocca alla Rocca.
A quanto risulta il dott. Giorgio Bovi aveva inoltrato la richiesta di verifica su eventuali nuovi debiti da riconoscere fuori bilancio ma mentre gli uffici preparavano la ricognizione è decaduto ed è stato sostituito.
A raccontarla cosi sembra una vera e propria situazione gattopardesca, nel senso che tutto cambia perché nulla cambi veramente, se non fosse che in ballo c’è, con la chiusura dell’esercizio finanziario la salvaguardia degli equilibri di bilancio e del pareggio finanziario che nel caso non fossero rispettati potrebbero addirittura essere sanzionati con il commissariamento.
Per quanto riguarda gli altri punti del consiglio da registrare che il gruppo Tocca alla Rocca sulla rinegoziazione dei mutui ha dato favorevole dichiarando: condividiamo pienamente l’indirizzo dato dal Governo (Renzi) il quale in un contesto economico che mostra i primi segnali di ripresa dopo molti anni, e nella prospettiva di una manovra 2016 che, in controtendenza rispetto agli ultimi anni, si preannuncia espansiva per i Comuni, ha voluto attraverso la cassa depositi e prestiti dare ulteriore disponibilità economica agli enti locali. In buona sostanza il nostro Ente risparmia, pur prolungando di cinque anni l’estinzione dei 20 mutui rinegoziati(2035 / 2040) per un valore di 1 milione e trenta mila €uro, circa 2 mila euro annui di interessi e circa 38 mila euro per l’anno 2015 di quota capitale.
Ci auguriamo e lavoreremo affinché, contrariamente a quanto fatto nella scorsa rinegoziazione 2014, i soldi stornati dal bilancio comunale siano spesi, cosi come da indirizzo del Governo, per spese d’investimento e non per spesa corrente.
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