Nonostante la sentenza del consiglio di stato sia stata depositata il 9 ottobre presso il protocollo dell’Ente, il Comune di Roccagorga al momento non accenna a dare risposte. I privati coinvolti pensano quindi ad una richiesta di un giudizio di ottemperanza ed un commissariamento ad acta. La vicenda inizia nel 2006 quando l’Ente, di cui Carla Amici era assessore al bilancio e cultura mentre Tullio Sante, attuale vice-sindaco, era Presidente del consiglio, delibera la realizzazione del parcheggio in via Borgo Madonna nonché della strada di collegamento di viabilità alla cavatella. In quel momento, le proprietarie dei terreni interessati alla realizzazione delle opere con un ricorso al Tar del Lazio impugnavano vari atti del Comune inerenti le procedure di occupazione d’urgenza e di espropriazione delle aree conseguenti. Ne è scaturito un lungo iter giudiziario fatto di ricorsi e nuovi procedimenti, durato circa 10 anni, che alla fine con la sentenza del consiglio di stato mette la parola fine a questa contesa. Per il momento nella sentenza il collegio giudicante ha rimesso all’autorità amministrativa la definizione della questione ed ha riconosciuto oltre al valore venale del bene anche una indennità di espropriazione nella misura del 5%, il valore delle aree residue rese inutilizzabili, il valore delle costruzioni preesistenti nonché quello delle colture. A questo punto è stato ordinato che la sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa. Ma nonostante i giorni passano dall’Ente non arriva nessuna proposta e con molta probabilità nei prossimi giorni i legali degli interessati potrebbero provvedere a sollecitare la cosa, prima di fare altri passi. Da preparare, attraverso l’agenzia dell’Entrate, c’è una richiesta dettagliata della somma da chiedere sulla base del valore di mercato dell’immobile all’epoca dei fatti, oltre al valore degli espropri oltre agli interessi su tutto e alla valutazione degli altri beni..
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