Sugli interventi giornalistici di Leoni ed Ambrifi a favore della chiusura del contenzioso tra il Comune di Sonnino e la società IGECO mi permetto di fare delle precisazioni . Non è assolutamente intenzione dell’amministrazione da me presieduta di prendere in giro alcuno . Si tratta di un passaggio importantissimo da portare a termine in modo positivo ed io stesso in molte occasioni , in Consiglio Comunale ed in Piazza in un Comizio Politico , ho fatto valutazioni positive sulla chiusura di questo annoso contenzioso . Valutazioni positive sia per il Comune , ma soprattutto per la collettività sonninese . L’allontanamento degli attuali impianti di produzione bitume da Sonnino Scalo oltre ad essere chiesto a viva voce dalla popolazione locale è stato oggetto di rilievo Parlamentare in un QUESTION TIME in cui pure il Governo , nel 2006 , assumeva l’impegno a rimuovere il problema . così come le poste compensative , in termini di opere , a favore del Comune sono importanti . Così come sono importanti la salvaguardia , se non l’incremento , dei livelli occupazionali che tutta la transazione IGECO produrrebbe . Non ultimi i benefici in termini di entrata al bilancio comunale del canone di affitto dei terreni così come il contributo ambientale derivanti dalla riattivazione della cava di Vallerotta . Il tempo passato , troppo secondo i rappresentanti della lista “ progetto per Sonnino ………” , è servito a fare alcune riflessioni . Che tipo di impatto avrebbe prodotto la riapertura della cava sugli abitanti di Vallerotta ? Come articolare una transazione a bocce ferme cioè a contenzioso ancora in corso rispetto alla convenienza per il Comune e la popolazione sonninese ? Sono cioè congrue le poste a carico della IGECO ed a favore della collettività ? Badate bene che il Comune ha respinto l’originaria proposta della IGECO e se si è arrivati a questa nuova proposta che molto bene è illustrata nell’articolo di Leoni è solo e ripeto è solo merito delle richieste formulate da me e dalla mia Amministrazione . Se fossimo stati più veloci o meglio superficiali la collettività non avrebbe avuto quei vantaggi . Con il tempo le distanze tra la posizione IGECO e la NOSTRA si sono ridotte . E’ rimasta una sola perplessità , come evidenziato dai legali del Comune che pur non avendo fornito un parere pro-veritate si sono espressi in qualità di nostri rappresentanti in giudizio , quella se mettere in transazione la riapertura della cava o piuttosto l’affitto dei terreni ad uso cava tesi a cui propendono i nostri legali . Su questo stiamo riflettendo alla luce di contatti con l’Ufficio Regionale Cave che pare sia dell’avviso di non concedere l’autorizzazione per nuove cave portandoci alla conclusione che dovremmo ridare corso alla vecchia autorizzazione alla luce della classificazione della cava di Vallerotta nel Piano Regionale Attività Estrattive non già come cava ESAURITA , ma di CAVA SOSPESA .
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