Non solo sono passati i 20/30 giorni che il presidente della Regione Lazio si era preso come impegno, ma da quel 3 giugno 2015, data della presenza setina del governatore (prima presentazione del sedicesimo treno Vivalto a Sezze Scalo e dopo protocollo d’intesa di Destinazione Lepini) di giorni ne sono passati più di 80 e della promessadi cui si fece carico, ancora non arrivano notizie. Alcuni rappresentanti del locale gruppo Agesci che nelle settimane precedenti avevano elaborato una petizione per salvare l’Anfiteatro, sottoposero il documento firmato da più di mille persone, al Governatore del Lazio. Zingaretti, con un rassicurante sorriso, dedicò tempo prezioso per farsi spiegare la situazione e si impegnò a dare una risposta entro venti, o al massimo trenta giorni. Simbolicamente, per ricordarlo dell’impegno, gli stessi scout gli donarono uno dei loro fazzoletti con un nodo a fare da promemoria. Quel nodo fatto con maestria, evidentemente non si riesce a snodarlo. Perché se da una parte, nella loro educazione spirito costruttivo, lo stesso gruppo Agesci non sta denunciando il protrarsi oltre il doppio dei tempi di attesa, alcuni dei sottoscrittori di quella petizione in cui molti avevano creduto, hanno cominciato a storcere il naso. Il documento chiedeva che la Regione potesse sforzarsi a concedere i finanziamenti necessari a completare un’incompiuta abbandonata nel degrado. Si tratta di un’incompiuta particolare, perché ha soppiantato un teatro naturale funzionante, distruggendo una bella fetta di memoria storica setina. In molti (su tutti gli esponenti del MLIS che hanno anche portato alla luce la volontà della Regione di disfarsi di tale bene, inserito nell’elenco delle proprietà alienabili) ne hanno chiesto l’abbattimento. Altri il completamento. Il destino che le spetterà, resta invece ancora incompiuto.
Sezze, tutto tace dalle parti di Zingaretti sulla questione dell’Anfiteatro


