E’ il consigliere di maggioranza Ernesto Di Pastina a guidare il fronte del no rispetto al progetto predisposto dall’Ufficio Tecnico di Sezze per il restyling del quartiere intorno a piazza San Lorenzo e che prevede la ripavimentazione con lastroni di basalto. In una nota accorata espone: “I sampietrini rappresentano un patrimonio culturale indiscutibile per la Città di Sezze, dal punto di vista artistico ed archeologico. Il nome viene fatto risalire al Cinquecento quando la pietra venne utilizzata per la prima volta per la pavimentazione di Piazza San Pietro in Roma. Il progetto esecutivo di “Recupero e valorizzazione del Quartiere S. Lorenzo: Piazza S. Lorenzo, Vicolo della Libertà, Vicolo Marte, Vicolo Apollo, Via Dante – D.G.R. n. 530 del 05/08/2014” prevede di realizzare sulle strade individuate il pavimento in basalto con grande formato ( 50×50 cm – 60×60 cm).
Con la sostituzione dei sampietrini con il basalto si infliggerà, in primo luogo, un colpo mortale a quel patrimonio culturale, storico, artistico ed archeologico della Città ed inoltre si vincolerà la scelta di materiali, formato e arredi per gli interventi futuri, dovendo restaurare il Paese mantenendo una omogeneità di interventi ed un linguaggio coerente e unitario attualmente rappresentato, nel Centro Storico, dai sampietrini. Si rischia altrimenti di avere interventi e realizzazioni diverse ad ogni finanziamento e di mantenere perennemente il vestito di Arlecchino: Via San Carlo da Sezze con i sampietrini, Piazza San Lorenzo ed i vicoli adiacenti con il basalto ! Ed il recente restauro di Via del Guglietto ? E Via Roma, Piazza Duomo, Piazza IV Novembre, Piazza XX Settembre e Piazza De Magistris ? E tutti i vicoli del Centro ? Se per la riqualificazione del Centro Storico manca un progetto globale e unitario con delle linee guida, colore, illuminazione e arredi urbani, da riproporre per tutti i futuri lavori di restauro e recupero, vogliamo cancellare l’unico elemento certo rappresentato dalla pavimentazione in sampietrini ?
Avallare, quindi, questo progetto significherebbe solo una ulteriore toppa al vestito di Arlecchino o il maldestro tentativo di cancellare la storia di Sezze, vincolando tutti gli interventi futuri ? L’ intervento, per le conseguenze riportate, andrebbe ragionato e studiato, invece, in modo più partecipato.
Il basalto, peraltro, per il suo colore nero provocherebbe ed amplierebbe l’effetto isola di calore a differenza dei sampietrini che, posizionati da mani esperte, farebbero “respirare” il terreno. E’, inoltre, ancor più soggetto ad evidenziare lo sporco (gomme da masticare, ecc). Una eventuale opera di manutenzione (esempio, la traccia per sostituzione di tubature varie) comporterebbe, con il basalto grande formato, un successivo ripristino difficile da effettuare senza lasciare segni evidenti e esteticamente compromettenti per l’opera realizzata.
Per quanto esposto, esprimo la mia contrarietà alla ipotizzata sostituzione dei sampietrini con il basalto, formato mai usato nella storia della nostra Città”.


