“Con i nuovi parametri inseriti per le dichiarazioni ISEE socio sanitario-residenze, nel Lazio il rischio stangata per i pazienti ricoverati nelle RSA è dietro l’angolo”. E’ quanto sostengono i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl e Uil di Latina, che in una nota proseguono: “La Regione Lazio ha stabilito il contributo del 50% della retta alle persone ricoverate, mantenendo il limite di reddito ISEE fino a 13 mila euro. Con il nuovo ISEE socio sanitario-residenze, invece, oltre al reddito e al patrimonio della persona ricoverata occorre aggiungere anche il reddito dei figli pur se con una propria famiglia e non conviventi. Il risultato è che chi prima aveva un reddito ISEE fino a 12 Mila euro con i nuovi calcoli si troverà un ISEE superiore ai 13 Mila euro, pertanto dovrà pagarsi per intero la retta che in questo modo costerà 1.800 euro al mese. E quando diciamo 13 Mila euro di reddito ISEE, ad esempio, parliamo di una persona non autosufficiente che ha una pensione di 750 euro al mese netti ed una casa di proprietà. Non proprio una persona benestante. Per questo CGIL CISL UIL di Latina, unitamente alle proprie federazioni dei pensionati hanno da un lato chiesto l’intervento delle Segreterie regionali di CGIL CISL UIL di Roma e Lazio, e dall’altro sollecitato la Regione ad affrontare con estrema urgenza questa problematica, che riguarda una platea di ben 8.000 cittadini già di per se disagiati, al fine di rivedere le soglie di reddito ISEE che danno diritto al contributo regionale per il pagamento della retta. Senza interventi queste persone rischiano di non poter essere in grado di potersi garantire la propria permanenza nelle residenze sanitarie per anziani”.
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