Considerato che l’assegnazione per la costruzione dell’autostrada è in dirittura di arrivo e viste le indagini e gli arresti che coinvolgono gli stessi funzionari e imprenditori come Incalza, che hanno spinto per l’approvazione del progetto “Corridoio Tirrenico”, gli esponenti del Comitato per il No hanno scritto una lettera indirizzata alle autorità per chiedere la sospensione dell’iter. Sostengono gli esponenti del Comitato No Corridoio: “La provincia di Latina, ancora una volta, ha saputo reagire all’ennesimo scandalo interno ad una istituzione importante come il Tribunale di Latina con lo scandalo della sezione fallimentare (in tutti i sensi). Quanto emerso dalle indagini ha una portata notevole dalla quale è difficile immaginare che in tanti sapessero o avessero visto o sentito qualcosa che non andava. Complimenti e sostegno alle Forze dell’ordine che hanno saputo ridare credibilità alla stessa Istituzione con l’azione di ripristino della legalità e della giustizia. Ma succede sempre più spesso in troppi settori dall’urbanistica, agli appalti per il verde, alle nomine, gli incarichi, gli sprechi delle risorse pubbliche, la gestione del ciclo dell’acqua, dei rifiuti, gli appalti pubblici, passando per la mala sanità, il disastro di tante scuole e servizi pubblici, il coinvolgimento in mafia capitale, i troppi progetti di centrali a biogas insostenibili e legati solo alla speculazione, la sicurezza stradale. Da una parte il plauso alle Forze dell’Ordine, dall’altra il fallimento di un’intera classe politica e dirigente. Il progetto del corridoio tirrenico meridionale autostrada Roma Latina (senza dimenticare la SR 156, la via Bassianese e gli oltre 10 milioni di finanziamento persi, lo scandalo del mancato adeguamento di Pontina e Appia nonostante il finanziamento Cipe del 2001) ha già inchieste e indagati a partire dalla gestione regionale legata a Storace fino al gruppo Incalza – Lupi. Come cittadini da anni chiediamo inutilmente alla politica di dire basta a questo malcostume, a questi appalti che sembrano creati apposta per favorire tangenti, appalti e malaffare. Solo una classe dirigente inerme o incapace o complice può giustificare la perdita di credibilità, di interesse di investimenti, la perdita di aziende e imprenditori che vanno altrove con la perdita di migliaia di posti di lavoro ogni anno. Ma se le Istituzioni nelle Forze dell’Ordine sanno fare pulizia al loro interno, quando (se mai avverrà) succederà che anche i partiti e i politici sapranno fare ordine e pulizia al loro interno? Bisogna sempre aspettare la Magistratura?”.
Corridoio Tirrenico, dopo la bufera al Tribunale di Latina, il Comitato per il No chiede lo stop


