Sembra, ormai, essere arrivata al capolinea l’odissea dei 30 Lavoratori socialmente utili impiegati presso il Comune di Priverno (prima) e la XIII Comunità Montana (poi). Proprio alla fine del 2014, infatti, la Direzione Lavoro della Regione Lazio, ha terminato – si legge in una nota del Comune – l’iter di redazione della determina dirigenziale ed ha assegnato gli Lsu richiesti dall’Ente lepino. “Si tratta di una notizia che aspettavamo da tempo”, ha sottolineato il sindaco Angelo Delogu. Al termine di un lungo iter burocratico, che “ci ha tenuto impegnati per circa un anno, siamo riusciti finalmente ad arrivare al bandolo della matassa e dare risposta alle esigenze lavorative di oltre 30 persone. Grazie al prezioso lavoro di tutta l’amministrazione comunale e, in particolare, del consigliere delegato al Personale, Antonietta Bianchi (nella foto), siamo state una delle prime amministrazioni dell’intera regione a completare tutti gli atti necessari per rispondere all’Avviso Pubblico indetto dall’Ente della Pisana”. “La positiva risoluzione del problema, a differenza di quanto affermato da qualcuno nei mesi passati, dimostra che questa amministrazione non ha dimenticato questi lavoratori, né li ha abbandonati al proprio destino. Anzi, in campagna elettorale ci eravamo fatti carico di trovare una soluzione definitiva alle loro problematiche ed è quanto abbiamo fatto”. La scelta di rispondere all’Avviso Pubblico, inoltre, si è rivelata strategicamente rilevante sotto diversi punti di vista. Già dal 31.12.2014 gli Lsu hanno preso servizio, integrando l’esigua pianta organica del Comune, permettendo di internalizzare servizi precedentemente affidati a ditte esterne: in questo modo l’ente “ottimizzerà la spesa, andando a tagliare costi. Abbiamo indicato precisi ambiti operativi per i lavoratori che sono rientrati in servizio presso il nostro Ente apportando una boccata di ossigeno sia dal punto di vista delle risorse umane che dell’organizzazione. La loro opera verrà messa al servizio di settori strategici”. Tra l’altro, si occuperanno “della manutenzione del patrimonio dell’Ente: effettueranno piccole riparazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria, cureranno gli immobili dell’Ente e si occuperanno della pulizia degli uffici. In questo modo saremo in grado di risparmiare”. Il reintegro di questo personale nel bacino degli Lsu, inoltre, ha permesso, a chi di loro ne avesse avuto intenzione, “di percepire a semplice richiesta una congrua somma di denaro, la cosiddetta buonuscita, per uscire fuori dal bacino degli Lsu”. Sarebbero una decina i lavoratori che hanno deciso di approfittare di questa opportunità di fuoriuscita.
Mario Giorgi
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