Agli inizi degli anni 2000 il castello di San Martino, con il suo parco, il Museo per la Matematica, gli eventi musicali e i ripetuti convegni che si organizzavano al suo interno, rappresentava una fonte di ricchezza e un fiore all’occhiello del nostro territorio. La dismissione del Museo per la Matematica ha segnato l’inizio del declino per un complesso che non ha avuto più l’importanza e la rilevanza che meriterebbe. Ad esprimersi, in questo senso, è Giuseppe Di Legge, un giovane privernate del movimento “Sveglia Centrodestra! Priverno”. Un anno e mezzo fa a Priverno ci sono state le elezioni amministrative e “non solo il Consiglio comunale, ma anche la Giunta è cambiata radicalmente rispetto al passato”. Eppure per il parco la musica non è cambiata. Anzi, “con il piano di zonizzazione acustica che regolamenta e limita l’apertura di attività commerciali o la realizzazione di eventi in base a servizi o aree presenti nel territorio – sottolinea Di Legge – si continuerà a penalizzare un’area verde come il castello di San Martino che, a differenza della pubblica amministrazione, qualsiasi imprenditore brillante e capace potrebbe rendere fruibile e generatore di reddito, lavoro e ricchezza. Così facendo si creerebbe un volano per l’economia e il turismo e non un costo, come accade per il nostro Comune da anni”. Dopo questa premessa, il giovane di “Sveglia Centrodestra! Priverno” fa una dettagliata cronaca di quanto da lui constatato all’interno del parco di San Martino e documentato con numerose fotografie: “Entrando nel Parco tutto sembra regolare, spostandoci verso i servizi igienici presenti al suo interno la storia cambia. Vialetto pericoloso e pieno di erbacce, ma sono i bagni il vero tasto dolente. Servizi sporchi con presenza di feci, vetri rotti provenienti dalle finestre dei servizi stessi, mancanza di carta, interruttori della luce non funzionanti, cassette di apertura e chiusura dell’acqua aperte, pavimento sporco”. Inoltre, nel complesso dove si trovano i servizi igienici “c’è una stanza usata per materiale (forse) rotto, lasciata rigorosamente aperta, dove c’è anche un quadro elettrico, che può essere benissimo manomesso”. Stessa situazione si riscontra “nella casetta poco distante che ospita dei serbatoi e il quadro per programmare l’irrigazione del parco”. Ci sarà pure qualcosa che funziona nel parco? Di Legge precisa che “l’unica nota positiva (a metà) è il taglio dell’erba solo nell’area ristoro e giochi”. Senza considerare, ovviamente, “la scarsa illuminazione e lo stato in cui giace il sentiero in alcuni tratti, attraversato da decine di persone ogni giorno”. Infine, Giuseppe Di Legge si chiede – ma, in fondo chiede a chi di dovere – due cose. La prima è relativa alle cosiddette “giornate ecologiche tanto amate quanto richieste” in passato da chi oggi amministra la città, la seconda è se sia normale “lasciare in uno stato di degrado un’area che dovrebbe essere rilanciata non solo a livello d’immagine, ma anche a livello turistico”.
Mario Giorgi
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