In merito alle polemiche ed al dibattito avviato circa la richiesta della Comunità ortodossa di Sezze di avere in concessione l’utilizzo della chiesa Madonna della Pace, in una nota il sindaco di Sezze Andrea Campoli precisa:
“Il sottoscritto ribadisce di non aver adottato nessun atto e di non aver concordato la convocazione della Commissione Consiliare Servizi Sociali. Nessuno lo ha smentito o lo può smentire, come qualche articolo di giornale ha tentato goffamente di sostenere, giacché nessuno ha affermato che non conoscesse la richiesta o che non ne avesse discusso”.
“Il Comitato Madonna della Pace non ha mai richiesto né informalmente né formalmente l’utilizzo della Chiesa e chi oggi afferma il contrario, mente sapendo di mentire. Il Comitato ha, altresì, richiesto l’utilizzo di una porzione dei locali dell’ex mattatoio, che l’Amministrazione Comunale ha ritenuto di dover concedere, predisponendo già dalla scorsa estate un apposito schema di comodato d’uso che non è stato possibile perfezionare poiché, per quanto ne sappiamo, il Comitato non si è mai costituito formalmente”.
“La campagna diffamatoria, aldilà del merito, riguardante la mia persona ha superato il segno e ritengo di dover adottare tutte le misure necessarie per tutelare la mia onorabilità, in qualità di Sindaco, di professionista, di marito e di padre. In particolare nella giornata di domani sporgerò denuncia querela nei confronti dell’autore dell’articolo pubblicato il giorno 12.11.2014 su “Il Quotidiano di Latina”, nel quale emergono numerose falsità e viene sostanzialmente addebitata al sottoscritto una condotta contraria alla legge. Nella stessa giornata di domani sporgerò querela verso i signori xxxxx, xxxxxx, xxxxxxx, xxxxxxxxxx, xxxxxxxxxx i quali, a seguito di un intervento del Sig. Roberto Reginaldi sul proprio profilo facebook, di cui ne è evidentemente responsabile, si sono lasciati andare ad una serie di commenti connotati dall’intento offensivo e diffamatorio fino all’istigazione alla violenza nei miei confronti ed alle esplicite minacce di morte”.
“Nei confronti dei signori xxxxx, xxxxxx e xxxxx ho dato mandato ai mie legali, inoltre, di promuovere apposita azione civile al fine di tutelare la mia onorabilità, messa in dubbio con affermazioni allusive e denigratorie circa la mia condotta di Sindaco, di professionista, di marito e di padre, chiedendo a ciascuno il pagamento di euro 300.000,00 a titolo di risarcimento per i danni morali subiti. Tali denari saranno devoluti dal sottoscritto all’Amministrazione Comunale di Sezze, qualunque essa sarà, con la destinazione della riqualificazione del quartiere Madonna della Pace e la sistemazione dell’ingresso del paese”.
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* abbiamo volutamente omesso i nomi e cognomi dei querelati

