Furto ai danni del magazzino edilizio dei fratelli Reginaldi in via del Murillo a Sezze Scalo. La triste scoperta l’hanno fatta al mattino seguente gli stessi titolari dell’attività al momento di andare a cominciare l’ennesima giornata di lavoro. Davanti a loro però, invece che le solite porte chiuse sul far del giorno, quando è ancora il buio ad avere la meglio, la porta a vetro degli uffici commerciali dell’attività e del negozio, infranta e all’interno chiari segni di una visita non gradita. Qualche ladro, nella notte, dopo aver sfondato il vetro con una mazza, si è introdotto all’interno alla ricerca di soldi. Dopo aver svuotato lil registratore di cassa, senza toccare le monete trovare sparse sui tavoli e per terra, hanno cominciato a frugare tra i cassetti e negli archivi. Addirittura hanno divento dei quadri elettri ci dal muro e provocato una serie di danni non indifferenti. Uno dei tre fratelli titolari dell’attività, il consigliere Roberto Reginaldi, racconta così gli attimi della triste scoperta e quelli seguenti: “Ecco cosa accade durante la notte, mentre gli onesti cittadini dormono stanchi del lavoro quotidiano, che combattono ogni giorno per andare avanti, che aspettano la ripresa di un lavoro che non esiste più: I ladri agiscono. Fatta la scoperta, la prima cosa fatta è stata chiamare il 113 ma la Polizia ha detto che non è loro zona”.”La loro zona, afferma con amara ironia Reginaldi – è solo Latina città, per il resto ci sono i Carabinieri, sempre loro, solo loro. Li abbiamo chiamati e dopo un’ ora e mezza, finalmente arrivano”. Reginaldi continua il racconto: “Dieci minuti per scrivere quello che hanno constatato nell’immediato poi devono correre via, e già, perché c’è solo quella pattuglia e devono correre. Siamo nel più completo abbandono, lo Stato ci spreme solamente, ma di servizi, neanche a parlarne. Vanno via dopo solo 10 minuti mentre per il resto lo direte in corso di denuncia ci dicono. Ma a che serve?”. E’ un fiume in piena ferito nell’orgoglio Reginaldi che prosegue: “Restiamo noi fratelli, rimettiamo in ordine le cose buttate all’aria dai ladri che non hanno risparmiato neanche l’ ultimo dei cassetti, profanando quello che un tempo era l’ ufficio di mio Padre. Rimettiamo a posto tutto, comprese vecchie “cambiali” scadute e mai pagate da alcuni “gloriosi” concittadini un tempo clienti e che chiamavano mio padre fratello”. Infine il consigliere di Forza Nuova conclude con un proposito: “Ma ora basta, la misura è colma, torno a fare la RONDA, come nel 2008/2009, anche solo, tanto di cosa dobbiamo temere? Più di questo cosa potranno farci? Chiamano i Carabinieri? Tanto meglio, almeno sapremo di poter contare sulla loro presenza”.
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