L’Aratro, associazione culturale giovanile di Roccagorga, esprime la massima solidarietà al giudice Lucia Aielli a seguito del vile atto intimidatorio subìto nei giorni scorsi. La vicenda ci dimostra non solo come la mala pianta della criminalità ben radicata nel nostro territorio. Un potere occulto che trova dimora ovunque vi siano interessi. Purtroppo non basta il coraggio delle persone che lottano in prima linea per vincere la battaglia contro le mafie. Infatti, ad esempio, proprio il giudice Aielli è stata protagonista nel processo Damasco relativo all’inchiesta delle infiltrazioni delle famiglie di ‘ndrangheta Trani e Tripodo conclusasi nel 2011 con la condanna di 23 persone. Necessario è collegare l’impegno dell’apparato giudiziario con la volontà dell’intera società di non piegarsi alla volontà mafiosa, soprattutto le frange più giovani. Non a caso P.Borsellino evidenziò:” se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”. Una frase che rappresenta il cuore della questione. Gli arresti sono un mezzo e non un fine. Le mafie le possiamo sconfiggere solamente con la cultura del lavoro e della legalità, per questo come associazione culturale giovanile abbiamo sentito il dovere di manifestare la nostra solidarietà al giudice Aielli.
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