Emergenza idrica pressoché continua in alcune zone di Roccagorga e tra queste zone ci sono pure e parti alte del centro storico. Uno stato di disservizio che va oltre le emergenze segnalate dal gestore idrico ed è per questo che un comitato spontaneo di cittadini di Roccgorga si dice stufo di continuare a pagare un servizio che poi non è tale. Il principio espresso è semplice: “L’acqua è un bene comune ma gli impianti devono funzionare altrimenti ne usufruiscono in pochi. AcquaLatina deve intervenire e risolvere i problemi che assillano i cittadini. Sono oltre tre mesi che nella parte alta del centro storico e alcune zone dei prati dai rubinetti non esce l’acqua. Incomprensibile l’atteggiamento dell’amministrazione comunale che sembra non registrare, nonostante le tantissime lamentele, la sofferenza dei cittadini”. A sollevare la denuncia ed ad invitare l’amministrazione ad un atteggiamento più responsabile sono proprio alcuni residenti della parte alta del comune di Roccagorga, tra i quali Antonio Ricci, Giuliano Ciotti, Quirino Norighi ed altri, che da tempo, vivendo in quella zona, registrano una continua mancanza d’acqua. Gli stessi portavoce del comitato spontaneo argomentano: “Siamo sfiancati poiché ogni giorno ci si presenta sempre il solito problema: apriamo i rubinetti e l’acqua non esce. Alcuni di noi sono tre caldaie che cambiano per i sbalzi di pressione. Insomma oltre ad avere dei danni economici siamo costretti tutti i giorni ad affrontare situazioni d’emergenza. Per quanto ci riguarda non è nostra intenzione far diventare questo problema un tema di scontro ideologico ma quello che ci interessa nell’immediato è risolvere le difficoltà tecniche per cui una parte del paese è servita in modo costante ed un’altra parte per nulla”. In conclusione si collegano alle alla petizione promossa da Roccagorga Libera a favore del ritorno alla gestione pubblica dell’acqua: “Raccogliamo con favore l’iniziativa anche se vorremmo capire meglio cosa accade con l’uscita da acqua latina e per questo ci piacerebbe aprire una riflessione pubblica. Al momento però, quello ci interessa veramente è arrivare a definire questa situazione emergenziale e assicurare un flusso idrico costante. Per questo va richiamato all’ordine il gestore chiedendogli di assumersi le proprie responsabilità e per questo ci risulta alquanto discutibile l’atteggiamento dell’amministrazione che, forse, ha pensato a problemi di carattere stagionale ma, purtroppo per noi, l’acqua da giugno entra a singhiozzo nelle nostre case”.
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