Nonostante interventi di recupero abbozzati e non conclusi, San Giacomo è ancora lì, con il portone sbarrato, preda di incuria, dimenticanza e atti vandalici. A riportare in auge la questione è l’avvocato Alessandro Pucci, che pure sindaco di Maenza lo è stato e tra i crucci amministrativi si porta pure quello del mancato salvataggio. Ora, per l’ennesima volta torna alla carica: “Credo che dobbiamo con forza prendere di petto e affrontare il problema del restauro della ex Chiesa di S. Giacomo. Purtroppo pare che una maledizione aleggia su questo immobile e che fin dal dopo – guerra si è tentato di ridargli una nuova vita collocando come un ulteriore gioiello nel cuore di un centro storico di bellezze e monumenti. Tutto sembrava volgere positivamente con il finanziamento di oltre 501 mila euro avvenuto nel 2007. Sette anni dopo invece adesso a lavori quasi ultimati siamo di nuovo nel limbo. Non si riesce ad arrivare alla fine dei lavori e alla consegna al Comune. Circa un anno fa sono avvenuti furti all’interno della struttura già vittima di opere non proprio compatibili con la storia dell’edificio. Sulla questione pende pure un contratto di comodato posto in essere tra il Comune e la Curia”. Pucci centra quindi la questione e indica una soluzione: “Il problema immediato è far piena luce sulla situazione che si è venuta a determinare e che non permette al paese e al centro storico di avere a disposizione questo gioiello del 1400. Ritengo opportuno la costituzione di un comitato per la tutela e il rilancio della ex Chiesa di S. Giacomo”.
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