Latina ha dovuto subìre dimissioni farsa di un sindaco che dopo tre anni e mezzo di mandato – improvvisamente – si accorge che pezzi consistenti della sua maggioranza lo “tirano per la giacca”, lo condizionano, gli impediscono di governare . La domanda che ci poniamo e che sopratutto ci pongono molti nostri concittadini , è la seguente : “ Ma davvero il Sindaco di Latina, la seconda città del Lazio dopo Roma Capitale, non si è accorto prima che v’era qualcosa che non andava ? O se se ne fosse accorto, per quale ragione non ha sentito l’urgenza, il dovere morale di parlare alla sua città il linguaggio della verità assai prima?
Domande logiche , prima ancora che politiche. L’opposizione, il Partito Democratico, invece di comprendere la crisi strutturale del centrodestra che è tanto locale quanto nazionale, si rifugia dietro le solite finzioni, le solite scenette tipiche della politica intesa come divertissement: alla farsa delle “irrevocabili “quanto revocate dimissioni del Sindaco, il Pd risponde con un’altrettanta messa in scena: occupare l’Aula consiliare per una mezza giornata.
Dov’erano i consiglieri comunali dell’opposizione quando si spacchettavano gli appalti dell’urbanistica, del verde e dei lavori pubblici? Hanno mai rivelato, nella massima assise cittadina (quindi difronte alla città) che gli affidamenti diretti sono passati da 43 che erano nel 2007 ai quasi 100 dello scorso anno? Hanno mai denunciato o informato la cittadinanza sul fatto che si sono spesi 2 milioni di euro per il verde pubblico a fronte dei 375mila degli anni passati, creando – di fatto- un danno erariale ai cittadini di Latina? Vorremmo ricordare che stiamo parlando della stessa opposizione, salvo qualche rara eccezione di neofiti pressocché impreparati ad affrontare il difficile compito di rappresentanza popolare, che nel 2009, dentro l’ufficio di un notaio e guardandosi bene dal richiedere all’allora maggioranza un confronto limpido ed aperto in Aula consiliare sulle ragioni politiche che determinarono quella crisi, causò la caduta dell’amministrazione Zaccheo costringendo la città al commissariamento. Di Giorgi, nel consiglio comunale fissato per mercoledì 26, dovrà chiarire innanzitutto alla città
quali siano state le ragioni che lo hanno portato a dimettersi per poi decidere di tornare a fare il Sindaco, altrimenti qualcuno potrebbe pensare ad un accenno di schizofrenia.
Come ama ripetere Di Giorgi, è tutta questione di allenatori : ci sono quelli che tenevano a freno i molti appetiti, avendo come stella polare il bene dei latinensi, e ci sono invece quegli allenatori che lasciano correre, magari chiudendo qualche occhio (tanto poi ci pensa la Procura !). Come si dice? Il tempo è galantuomo.


