Di solito, si parla di episodi di malasanità. Sono questi che finiscono sulle prime pagine dei giornali o sono oggetto di discussione nei talk show televisivi. Al contrario, quando le cose vanno bene, si parla di normale routine. Allora, un cittadino che, purtroppo, con la sanità – buona o meno buona – ci si trova a fare i conti tutti i giorni, ha inteso segnalare un episodio di buona sanità. Il cittadino in questione è Antonio Pisa di Roccasecca dei Volsci che, di una vicenda – diciamo così – andata a buon fine, ha voluto informare addirittura il direttore generale dell’azienda Asl di Latina, Michele Caporossi. “Ritengo – ha scritto Pisa al d.g. – che sia sacrosanto denunciare eventuale casi di malasanità, ma altrettanto doveroso segnalare la buona Sanità, quando funziona a regola d’arte e con celerità. E questo, a mio parere, avviene quando ci sono persone giuste al posto giusto, colme di estrema sensibilità e umanità”. Pisa ha segnalato a Caporossi un episodio che ha visto coinvolti il dott. Luigi Ardia, direttore del distretto Asl dei monti Lepini, il dott. Giulio Bozzolini (fisiatra) e tutto il personale dell’Ufficio protesi e ausili di Priverno, in particolare la signora Giuliana Farelli, che egli ha già provveduto a ringraziare personalmente. “In data 17 ottobre 2014, improvvisamente si è rotto il sollevatore elettrico di mio figlio Luigi (nella foto fornita dallo stesso Pisa NdR), disabile gravissimo di 35 anni, che aveva ottenuto dall’Asl ad aprile del 2005, e non più riparabile come documentato dall’officina autorizzata. Ma, grazie all’immediata sollecitudine del dott. Ardia, da me contattato telefonicamente, e di tutti gli altri operatori, in meno di una settimana le pratiche sono state evase ed al più presto l’indispensabile ausilio verrà sostituito con uno nuovo. Prassi che, al contrario, richiede di solito un paio di mesi, o forse di più”. Immediata la risposta del direttore generale Asl: “Le sono grato per le sue gentili parole e per avermi portato a conoscenza diretta di una buona pratica che fa onore ai nostri operatori, ai quali giro questa sua missiva per conoscenza. L’umanità e la solidarietà sono le prime doti che un operatore sanitario deve possedere. Sono molto contento di apprendere quotidianamente, non dai giornali che parlano precipuamente di malasanità perché fa notizia, ma da tanti cittadini, che queste doti essenziali sono patrimonio della nostra Azienda”. Insomma, un bell’esempio di sollecitudine. Andasse sempre così, in tutti i settori della sanità pontina e in generale, il termine malasanità forse sarebbe cancellato dal vocabolario quotidiano di tutti i cittadini.
Mario Giorgi


