A Paola Cacciotti non sono andati giù le argomentazioni adottate alle sue esternazioni da Claudio Sperduti e punto su punto precisa anche rispetto ad alcune deduzioni del sottoscritto aprendo un batti e ribatti che, in tal modo, rischia di protrarsi all’infinito. La sconfitta delle primarie dichiara: “Non capisco tutto questo accanimento per aver ringraziato il Psi pubblicamente, quando mi è sembrato un atto dovuto per un senso civico nel quale mi riconosco, a prescindere dalle appartenenze. Mi sembra che anche Sperduti abbia ringraziato le coalizioni politiche che lo hanno sostenuto e questo non mi pare abbia generato scandali”. Continua la Cacciotti specificando: “La comprensione che richiamo, nei confronti di Claudio, non è sarcasmo, è autentica e riguardo il gruppo che definisco eterogeneo, non mi riferisco alla lista che sta costruendo, che neanche conosco, ma a tutti i gruppi politici dai quali sono scaturiti i nominativi della lista. Se il lavoro sta producendo intesa e coesione ne sono lieta, per lui, ma soprattutto per il paese, nella prospettiva della vittoria, non ci dimentichiamo che l’obiettivo è la governabilità. Il richiamo al dato politico non era per benefici personali, ma era per ricompattare una frattura tra l’elettorato che comunque si era creata con le primarie”. C’è anche una precisazione manieristica: “Non ho detto che il PD non è stato neutrale, ma ho affermato che il segretario di circolo non è riuscito a mantenersi neutrale, pur essendo entrambi i candidati del PD. Ho ricevuto sostegno da molti del circolo e non solo tra gli iscritti”. Poi si sposta sulla diaspora dell’appropriazione dei voti tornando sui motivi della sua uscita: “I voti non sono miei ma neanche di Claudio. Siamo semplici strumenti a servizio della comunità che si è espressa attraverso quei voti. Valgono e come, sono la maggioranza, è questa la democrazia. È facile passare per quella che non sa perdere, è la più bassa delle strumentalizzazioni, ma questa è proprio quella politica fatta di giochi e di potere, nella quale proprio non mi riconosco. Già prima della presentazione della candidatura per le primarie avevo affermato che le prospettive che si stavano evidenziando mi lasciavano qualche perplessità e che pur condividendo lealtà nel percorso, mi riservavo la libertà di restare fuori dalla lista se non mi fossi più riconosciuta nel progetto. Un progetto che a quanto pare Sperduti abbia dimenticato. Glielo ricorderò nelle sedi opportune”. Infine la chiosa amara della Cacciotti, che, a nostro avviso, lascia la porta aperta, ma ad altri: “Quando esprimo rammarico nei confronti della segreteria del PD che si è posta da subito contraria a qualsiasi proposta, nel timore di perdere le altre forze politiche, tradotto in parole povere vuol dire che mi aspettavo amici miei con i quali ho condiviso lacrime e rabbia 5 anni fa, amici che non ho esitato a difendere davanti ad una piazza gremita di gente, prendendomi colpe che assolutamente non mi appartenevano, amici con i quali abbiamo issato e tenuta alta la bandiera PD fino ad essere primo partito in provincia su alcune tornate elettorali, amici per i quali io non mi sono mai risparmiata, mi aspettavo un semplice sostegno, da portare insieme ad una concertazione con le altre coalizioni”. Infine una domanda: “Se la trattativa fosse andata in porto al PD avrebbe dato fastidio avere sindaco e vicesindaco in lista? E un invito: “Credo che da persone intelligenti facciamo ancora in tempo a fermarci qui, e per chiudere, quel ‘Paola, Paola fino alla morte’ è quello che ci ha condotto reciprocamente fino qui senza distinzione di ruoli…quando sostenevi che dovevo essere la prima ho sempre risposto ‘Non importa chi sarà il primo, quello che importa è il gruppo’ e purtroppo la penso ancora così”.
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