Sembrava un gioco. A qualcuno è venuto in mente di incominciare a scrivere in dialetto i suoi messaggi su face book. Pian piano, hanno cominciato a rispondere uno, due, dieci, cento, mille. Fino ad arrivare agli attuali 2.426 membri. Tutti privernati doc, ma non necessariamente residenti nella città che fu di Metabo e di Camilla. Insomma, è nato il gruppo face book di “Nzi pipernese se….”. Quante frasi sono state scritte. Quante risposte sono state date. Tutto in rigoroso pipernese. Vale a dire la lingua di Piperno. Cioè l’attuale Priverno. Quella che, oltre ad essere stata la città del re Metabo e di sua figlia, la regina Camilla, cantati da Virgilio nell’Eneide, fu anche la Metropolis Volscorum. E così – come si dice da queste parti – “a forza de dì e a forza de fa” – ad un gruppo di volonterosi (Peppe Scarpinella, Generoso Ottaviani, Silvia Campoli, Frankie Sanna, Clotilde Baratta, Enzo Rossi, Marco Cima, Roberto Paniccia, Sisto Primotico, Luigi Di Giulio, ed altri ancora, compreso il grande showman Peppe De Marchis) è venuto in mente di organizzare una festa. Detto e fatto. Domenica 16 marzo, dalle ore 16 alle ore 22, a Parco Europa si è radunata tanta di quella gente nel nome della “pipernesità”, che mai si era vista, a queste latitudini, nemmeno per eventi diciamo più particolari. Inutile, ora, stare a fare i complimenti all’uno o all’altro: tutti quelli che hanno partecipato – e sono stati davvero tanti (basta guardare la foto che abbiamo tratto da fb) – sono stati tutti protagonisti. E tutti hanno vissuto momenti di solidarietà, di commensalità e di amicizia nel nome della comune radice pipernese come mai si era visto. A commento dell’evento ci piace riportare una breve riflessione di Frankie Sanna, uno degli organizzatori, che pure da anni vive in un’altra città: “E’ soltanto grazie ad un manipolo di impavidi e ragazzi puliti come Genny, Peppe, Roberto, Marco ed altri che si è potuto realizzare un sogno, io ero soltanto uno dei tanti che si gettato a capofitto ad una rappresentazione di spontaneità e manifesta appartenenza ad grande famiglia che è quella dei Pipernisi (intendendo anche chi non vi è nato). Quella del gruppo, non è soltanto una piazza virtuale, ma qualcosa che per la prima volta ha avuto il pregio di “unire” al di là di ogni appartenenza culturale, politica, ideologica e sportiva; qualcosa che non è riuscita a nessuno, noi siamo stati i primi. Lo spirito che ha caratterizzato la manifestazione non ha rappresentato una appartenenza campanilistica, ma una riscoperta di valori, tradizioni e tendenze che erano state poste con il tempo in stand-by e che grazie al nostro bel gruppo sono riemerse, in modo che ogni iscritto diventasse protagonista di se stesso in un grande ed inimitabile contesto”. Ed è proprio così!!
Mario Giorgi
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