Aspettavamo un segnale concreto dal 2011 e finalmente, lunedì, dalla regione Lazio, è arrivata la prima Legge regionale che recepisce gran parte del messaggio referendario. Lunedì alla Pisana è stata, infatti, votata all’unanimità la Legge di iniziativa popolare n°31 per la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico. La Federazione di Latina di Sinistra Ecologia e Libertà manda un plauso ai suoi rappresentanti regionali, ai membri dei Comitati ed ai Comuni che hanno aderito per l’ottimo lavoro svolto e per aver portato avanti con forza un’opera di miglioramento delle precedenti linee guida approvate dalla regione, regalandoci un testo che ricalca nel miglior modo possibile gli intenti del 2011. Ad esprimersi in questo senso è Carlo Miccinilli, responsabile per i Beni Comuni di Sel. Finalmente si può cominciare a parlare di autonomia idrica territoriale slegata dalle logiche del profitto. Questa legge, infatti, riesce a scardinare il fallimentare sistema di gestione a “macro aree” portando, da qui a sei mesi, ad una ridefinizione degli ATO (ambiti territoriali ottimali) sulla base dei bacini idrografici; consentendo così ai singoli Comuni di organizzarsi in consorzi e di affidare il servizio anche ad enti di diritto pubblico. Il testo, però – sottolinea ancora Miccinilli – va anche oltre il concetto di “ripubblicizzazione” del servizio: rimanendo fedele alle parole d’ordine referendarie “Bene Comune”, si prevede, infatti, la partecipazione attiva nella gestione delle comunità territoriali. Ci aspettiamo – ha concluso Carlo Miccinilli – che questo testo venga recepito dalla maggior parte dei Comuni della provincia di Latina e che, nei prossimi anni, si possa cominciare a ragionare sui nuovi modelli di gestione che la Legge suggerisce.
Mario Giorgi
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