“Come opposizione abbiamo offerto alla maggioranza la più ampia disponibilità per risolvere insieme il problema degli accertamenti “pazzi” di Tre Esse. Io stesso, in qualità di presidente della Commissione trasparenza, ho ritenuto di convocare la Commissione in due occasioni ravvicinate ed alla presenza del legale rappresentante della Tre Esse, al fine di trovare una soluzione comune ai troppi errori commessi con l’emissione e la notifica degli accertamenti”. Ad esprimersi in questo senso è Pierantonio Palluzzi del Gruppo consiliare di opposizione “Priverno Città”. Che, subito dopo, senza nemmeno tanto nascondere una vena polemica, precisa che “quelli che per noi della minoranza appaiono evidentemente come degli errori grossolani commessi dalla società di riscossione, tanto da potersi risolvere con un’azione amministrativa, per la maggioranza non sono altro che una questione fra Tre Esse e contribuenti”. Questo significa – a suo dire – che è “più facile far pagare i cittadini che assumersi delle responsabilità, magari instaurando un contenzioso con la Tre Esse”. Infatti, l’assessore al Bilancio Pierluigi Vellucci, durante l’ultima Commissione trasparenza, avrebbe dichiarato – sempre stando ad una nota diffusa da Pierantonio Palluzzi – che “se i cittadini ritengono illegittime le cartelle notificategli, possono impugnarle ricorrendo alla Commissione Tributaria”. Giusto, sottolinea il consigliere di “Priverno Città”, che conclude il suo intervento sulla vicenda con una serie di domande: “Possibile che non ci si renda conto che per cinquanta euro o addirittura meno fare ricorso è antieconomico? Possibile che si faccia finta di non capire che senza un’azione amministrativa a rimetterci sarebbero proprio quelli che non ce la fanno a pagare, quindi figuriamoci a fare ricorso? Possibile che Tre Esse notifichi gli accertamenti Tarsu 2007/2008 con data di accettazione postale 2 gennaio 2014 e questa amministrazione non senta l’esigenza di “tirare le orecchie” al proprio agente di riscossione?”.
Mario Giorgi

