L’Amministrazione Comunale , nel momento stesso in cui si sono consolidate le condizioni del dissesto finanziario e, di conseguenza, si è verificato un esubero del personale in servizio, ha tempestivamente avviato le procedure per affrontare e tentare di risolvere il problema. Fin dal primo momento, la proposta avanzata dall’Amministrazione è stata quella del contratto di solidarietà, questo per rispettare il numero di 61 unità full time equivalenti – così come stabilito dalla Legge – e, al tempo stesso per garantire la certezza del posto di lavoro a tutti i dipendenti. Si trattava di una scelta che doveva passare certamente attraverso una riduzione dello stipendio non trascurabile, ma che prevedeva la prospettiva di un graduale ritorno, nel tempo, alla normalità. Purtroppo questa posizione non venne condivisa dalle Organizzazioni Sindacali che, invece, sostennero la necessità di mantenere tutti i 91 dipendenti in servizio senza alcuna riduzione di orario, cosa che andava palesemente contro le norme dal momento che non avrebbe consentito di rispettare il numero di 61 dipendenti previsto dalla Legge. Inoltre, l’Amministrazione si è dovuta difendere presso il Giudice del Lavoro in un ricorso presentato da un dipendente contro la decisione del contratto di solidarietà, mentre venivano protocollate lettere di altri dipendenti che preannunciavano analoghi ricorsi. Ancora, veniva contestato alla Amministrazione il fatto di aver optato per il contratto di solidarietà senza aver raccolto l’adesione di ogni singolo dipendente. Alla riapertura delle trattative, le Organizzazioni Sindacali hanno completamente ribaltato la propria posizione chiedendo, questa volta, l’applicazione del contratto di solidarietà e l’Amministrazione Comunale, a seguito di tutte le problematiche e le contestazioni su esposte, ha richiesto la certezza del consenso di tutti i dipendenti mediante la sottoscrizione della relativa richiesta da parte di ognuno. Ma detta adesione, nei modi richiesti, non è mai giunta e, di conseguenza, l’Amministrazione (peraltro sollecitata dal Ministero dell’Interno) non ha potuto far altro che applicare la norma di Legge che prevede di procedere alla messa in disponibilità del personale in esubero. L’esubero stesso verrà valutato secondo criteri oggettivi stilati in conformità con le norme vigenti. Va segnalato che le Organizzazioni Sindacali si sono rifiutate di contribuire alla stesura dei criteri. Con l’odierna riunione di Giunta che ha approvato il nuovo Modello Organizzatorio dell’Ente, la rideterminazione della Pianta Organica e i criteri necessari per individuare il personale che resterà in servizio, si conclude il percorso previsto dalle normative di Legge.
San Felice Circeo: Le misure prese per tamponare il dissesto finanziario del Comune


