Un piano straordinario di controlli nel settore della distribuzione stradale dei carburanti ha portato al sequestro di oltre 26.100 litri di prodotto non conforme e alla denuncia di 5 responsabili. L’attività è stata condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Ufficio Antifrode e Laboratorio Chimico, attraverso 68 controlli complessivi nella Capitale e nel territorio provinciale.
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Il piano è stato finalizzato al contrasto delle frodi fiscali, alla verifica della trasparenza dei prezzi e alla tutela della sicurezza dei consumatori.
Carburante non conforme e sequestri
Il primo filone di intervento si è concentrato sulle possibili frodi relative alla qualità e alla quantità dei prodotti energetici, con accertamenti mirati negli impianti di Roma, Civitavecchia e Frascati. Per le verifiche è stato utilizzato anche il laboratorio chimico mobile dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha consentito di effettuare analisi in tempo reale.
Secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, le analisi sui campioni di gasolio prelevati hanno evidenziato un punto di infiammabilità, il cosiddetto Flash point, inferiore al limite minimo di legge di circa 55 gradi. Un’anomalia che può causare malfunzionamenti dei motori e cali di rendimento e comportare rischi per la sicurezza durante la movimentazione del prodotto.
Un punto di infiammabilità inferiore alla soglia prevista può essere indicativo della presenza di sostanze più volatili nel gasolio. La contaminazione o miscelazione con solventi, idrocarburi leggeri o benzina può infatti modificare le caratteristiche del carburante, aumentandone l’infiammabilità e alterandone viscosità e combustione, con possibili conseguenze anche sugli iniettori e sulle emissioni.
Questa fase dell’attività si è conclusa con il sequestro di oltre 26.100 litri di carburante non conforme e con l’apposizione dei sigilli a 4 cisterne e 4 pistole erogatrici. Cinque responsabili sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria per le ipotesi di reato di frode nell’esercizio del commercio e sottrazione all’accertamento o al pagamento dell’accisa.
Nove violazioni sulla disciplina dei prezzi
Parallelamente, un secondo filone operativo ha riguardato la regolarità delle tariffe e la trasparenza del mercato. Le Fiamme Gialle dei Gruppi di Roma, Civitavecchia e Guidonia Montecelio hanno effettuato 34 controlli specifici sulla disciplina dei prezzi praticati dagli esercenti.
Gli accertamenti hanno fatto emergere 9 violazioni: 5 per mancata trasparenza dei prezzi esposti, una per irregolarità nella tenuta dei registri e 3 per omessa comunicazione preventiva dei prezzi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy attraverso l’apposita piattaforma informatica.
L’obbligo di comunicazione telematica dei prezzi è previsto per garantire la trasparenza del mercato e permettere ai consumatori di confrontare le tariffe applicate dai diversi distributori.
L’operazione rientra nell’attività di vigilanza economica e finanziaria della Guardia di Finanza finalizzata alla tutela dei consumatori e al rispetto delle regole di concorrenza tra gli operatori del settore.
Con riferimento alle ipotesi di reato contestate, i procedimenti penali si trovano nella fase delle indagini preliminari e, fino a eventuale sentenza definitiva, nei confronti delle persone sottoposte a indagine vale il principio di presunzione di innocenza.


