La Regione avvia lo studio del proprio patrimonio immobiliare, grazie a un accordo con l’agenzia del Demanio. L’Amministrazione, infatti, è proprietaria di 12.973 terreni, con il 30% dei beni concentrato a Roma e di 1.559 fabbricati. Si tratta di case, palazzi o ex fabbriche, che spesso rappresentano un costo invece di generare reddito per le casse dell’ente. Ora la Regione ha avviato un censimento del proprio patrimonio, per classificare correttamente le proprietà e capire quali possono essere vendute, quali usate per ospitare gli uffici e quali potranno essere affidati per attività di carattere sociale o culturale. L’obiettivo? Valorizzare questi beni, ridurre gli sprechi e, con le risorse recuperate, alleggerire il carico fiscale sui cittadini. “Una grande scommessa per il Lazio”, ha sottolineato l’assessore al Bilancio Alessandra Sartore. “Questo patrimonio – ha detto – deve diventare redditizio”. Perché, come ha ricordato il presidente, Nicola Zingaretti, questi beni sono “di tutti i cittadini ed era un crimine lasciarli nelle condizioni in cui li abbiamo trovato”. Zingaretti ha poi fatto un esempio, che rende ancora più evidente l’importanza di questo accordo. “Nel corso del tempo – ha spiegato – molte società della Regione hanno preso in affitto uffici dai privati, malgrado la Regione stessa avesse dei patrimoni pubblici e di proprietà vuoti. Questo è intollerabile e noi vogliamo cancellare questa follia”.
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