Sicuramente alla base del progetto educativo-didattico che l’istituto “Teodosio Rossi” di Priverno ha elaborato per questo anno scolastico non mancano elementi di innovazione e di contaminazione tali da facilitare quell’apertura e integrazione della scuola nel tessuto locale, e oltre, voluta fortemente dalla dirigente e dai docenti. Non a caso si è scelto di fondare il progetto su alcuni pilastri importanti quali la comunicazione, il riconoscimento e la valorizzazione delle diversità, l’orientamento scolastico e professionale, la valutazione e l’autovalutazione, lo scambio e la cooperazione, l’internazionalizzazione della cultura e l’apprendimento delle lingue per il quale sono stati programmati numerosi corsi, non solo d’inglese, ma anche di francese, spagnolo e addirittura cinese.Ed è in questa dimensione di apertura, scambio e confronto che l’istituto ha programmato una serie di iniziative culturali e didattiche che porteranno gli studenti ad entrare in contatto con mondi ancora sconosciuti, dai quali potranno trarre nuove conoscenze e migliori competenze. Tra queste, si cala quella delle lezioni di Antropologia in lingua inglese generosamente concesse dal professor John Walker, docente di storia presso il Sinclair Community College dell’Ohio, temporaneamente residente a Priverno e coordinata dalla professoressa Contini e dal professore Pasciuto. Un’occasione come questa non poteva essere persa: sia perché gli studenti potranno migliorare la loro conoscenza della lingua inglese, sia perché potranno sperimentare forme e contenuti di apprendimento nuovi. Walker terrà le sue lezioni nei prossimi giorni, destinandole agli studenti del triennio sul tema del pregiudizio nelle dinamiche storiche che hanno riguardato i bianchi, i neri e gli indiani d’America. Temi che pur se nati in un contesto storico lontano dal nostro, offrono delle potenti analogie dalle quali i giovani studenti trarranno spunti preziosi per riflettere sui problemi dell’integrazione socio-culturale che oggi affliggono i nostri contesti di vita. E così, mentre impareranno meglio l’inglese, costruiranno un altro pezzetto della loro cultura e della loro cittadinanza.
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