Monitorare il mercato europeo del kiwi e verificare se esistano le condizioni per ricorrere alla clausola di salvaguardia prevista dall’accordo commerciale tra Unione europea e Nuova Zelanda. È quanto chiede l’europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo, primo firmatario di un’interrogazione alla Commissione europea sottoscritta dall’intera delegazione italiana di Forza Italia al Parlamento europeo.
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Secondo quanto sostenuto da De Meo, il settore starebbe attraversando una fase di forte pressione caratterizzata da eccesso di prodotto, rallentamento delle vendite e arrivo sul mercato europeo di volumi rimasti invenduti fuori dall’Unione, con possibili conseguenze sui prezzi e sulla qualità.
«Il mercato europeo del kiwi sta attraversando una fase di forte pressione, tra eccesso di prodotto, ritardi nelle vendite e l’arrivo sul mercato UE di volumi di prodotto rimasti invenduti al di fuori dell’Unione, con possibili ripercussioni anche su prezzi e qualità dei kiwi. Non possiamo permettere che a pagarne il prezzo siano ancora una volta i nostri produttori. Per questo chiediamo alla Commissione europea di monitorare con attenzione la situazione e verificare se sussistano le condizioni per attivare la clausola di salvaguardia prevista dall’accordo commerciale con la Nuova Zelanda», afferma De Meo.
L’accordo commerciale UE-Nuova Zelanda contiene effettivamente un meccanismo bilaterale di salvaguardia, utilizzabile temporaneamente qualora un significativo aumento delle importazioni preferenziali provochi o minacci di provocare un grave pregiudizio all’industria interna. Trade and Economic Security
«L’accordo UE-Nuova Zelanda prevede strumenti specifici per intervenire qualora l’aumento delle importazioni provochi o rischi di provocare un grave pregiudizio ai produttori europei. Vogliamo quindi capire quale sia l’impatto delle importazioni sul mercato e quali iniziative la Commissione intenda adottare a tutela del settore», prosegue l’europarlamentare.
«Difendere la competitività dell’agricoltura europea significa anche essere pronti a intervenire quando gli squilibri del mercato rischiano di compromettere il reddito e la sostenibilità delle nostre aziende agricole», conclude Salvatore De Meo.


