La danza contemporanea e la ricerca internazionale inaugurano la nuova stagione di Spazio Rossellini, Polo Culturale Multidisciplinare della Regione Lazio. Martedì 15 settembre alle ore 21 arriva in scena «Fatigue», progetto firmato da Irene Russolillo che intreccia movimento, voce e materia sonora per interrogarsi sul significato dell’andare avanti e sulla fatica come esperienza individuale e collettiva.
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La creazione nasce dall’incontro tra la ricerca artistica di Russolillo e il tessuto culturale e sociale dell’Armenia, maturato attraverso un percorso di residenze, laboratori e confronti iniziato nel 2019. Al centro dello spettacolo c’è una domanda: che cosa significa continuare a procedere quando non esiste una meta e quando l’ascesa non conduce necessariamente a una cima?
«Fatigue» traduce questo interrogativo in una performance corale, vocale e fisica. Respiro e canto diventano origine della coreografia, mentre un corpo composto da più corpi affronta un movimento che richiama contemporaneamente una scalata e una processione. La fatica assume così una doppia dimensione, fisica ed esistenziale, all’interno di uno spazio nel quale convivono lotta e sostegno reciproco.
I performer attraversano una sorta di viaggio senza destinazione, nel quale possono affiorare visioni e tracce di persone e luoghi perduti o lasciati alle spalle. L’ascesa, tradizionalmente associata al raggiungimento di un obiettivo, viene ripensata immaginando un percorso senza una vetta da conquistare, lungo una superficie idealmente infinita. Corpi e voci vengono sottoposti allo sforzo mentre costruiscono un rifugio effimero, prima che il cammino riprenda oltre lo sguardo.
Il progetto, la coreografia, la scrittura vocale e i costumi sono di Irene Russolillo, mentre la creazione sonora e la scrittura vocale sono affidate a Edoardo Sansonne/Kawabate. In scena i danzatori Toma Aydinyan e Andrey Tikhonov e le cantanti Zara Gevorgyan e Lusya Karapetyan. Al progetto partecipano inoltre le artiste tessili Hermine Melkonyan, Piruza Gevorgyan, Hermine Iskandaryan, Anahit Gasparyan e Karine Galoyan, con la sartoria di Gohar Ghazaryan.
La produzione porta con sé il lungo rapporto costruito da Russolillo con l’Armenia. Durante i soggiorni a Yerevan l’artista ha realizzato residenze creative, presentato performance e condotto laboratori di danza e ricerca vocale rivolti a gruppi eterogenei di giovani e adulti, professionisti e amatori, persone con e senza disabilità. Un percorso che ha progressivamente contribuito alla nascita di «Fatigue», il cui titolo richiama contemporaneamente il lavoro e la stanchezza generata da ogni impresa.
Danzatrice, vocalist, performer e coreografa, Irene Russolillo sviluppa una ricerca transdisciplinare tra danza, voce e arti performative. Artista associata di ORBITA|Spellbound, nel corso della sua carriera ha ricevuto riconoscimenti tra cui il Premio Equilibrio, il Premio Masdanza, il Premio Prospettiva Danza e il CROSS Award, lavorando inoltre con diversi artisti e coreografi in Italia e in Europa.
«Fatigue» è una coproduzione di ORBITA|Spellbound – Centro Nazionale di Produzione della Danza di Roma e dell’Henrik Igityan NCA National Centre for Aesthetics di Yerevan. Il progetto ha ricevuto sostegno per le residenze creative dall’Associazione Culturale Dello Scompiglio, TRAC teatri di residenza artistica e Network Crossing the Sea, con la partnership di High Fest International Performing Arts Festival e il supporto del Ministero della Cultura italiano e del Ministero della Cultura della Repubblica armena.


