Diciotto zuppe per raccontare sapori, tradizioni, storie e memoria del territorio. Martedì 29 settembre, alle ore 18.00, nell’ultimo giorno della Fiera di San Michele di Sermoneta, la Sala Convegni ospiterà la presentazione del libro “Se non è zuppa, è pan bagnato” di Roberto Campagna.
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Insieme all’autore interverranno Quirino Briganti, presidente della Compagnia dei Lepini, Luigi Centauri, presidente del Capol – Centro assaggiatori produzioni olivicole di Latina, Roberto Perticaroli, presidente della condotta Slow Food Lepini e Ausoni, e Tommaso Iacovacco, dirigente della stessa condotta Slow Food.
L’incontro è organizzato dal Capol, presente durante la Fiera di San Michele con uno spazio dedicato a una serie di iniziative sugli oli e sulle olive dell’Agro Pontino. Al termine della presentazione è prevista anche una degustazione guidata di alcune delle zuppe raccontate nel volume, condite con olio della varietà itrana, tipica del territorio pontino.
Il libro di Roberto Campagna parte da un elemento capace di unire la cucina dei Monti Lepini e dell’Agro Pontino, comprese le isole: le zuppe. Sono diciotto quelle descritte nel volume, alle quali si aggiungono altre preparazioni citate o raccontate attraverso aneddoti, usanze e vicende legate alle comunità locali.
«Tale pubblicazione – scrive nella presentazione del volume Quirino Briganti – è unica nel suo genere perché analizza usi e costumi, storie ed aneddoti che tratteggiano uno spaccato di vita perduta nei secoli ma che riemerge in sapienti pietanze e in sapori d’altri tempi. Per parafrasare l’autore, il cibo è ricordo e quando mangiamo pietanze così peculiari degustiamo anche le storie che portano dentro».
Le zuppe diventano così un viaggio nella cultura popolare e nella cucina nata anche dalla necessità di evitare gli sprechi. Il pane raffermo veniva recuperato e gli ingredienti disponibili utilizzati fino in fondo. È il caso della “bazzoffia”, nata anche per utilizzare la cosiddetta “carciofella”, una via di mezzo tra il cimarolo e il carciofino, e la cui origine è contesa tra Sezze e Priverno.
Tra le storie raccolte c’è anche quella della “arrapagacornuti” o “rappracornuti”, legata alla tradizione di Roccagorga e alla cosiddetta “Sfilata dei cornuti”, durante la quale venivano festeggiati i mariti traditi. Il nome della zuppa richiamerebbe proprio il modo con cui le mogli cercavano di “rabbonire” o “placare” i consorti.
Il viaggio gastronomico arriva fino a Ventotene, con la zuppa di lenticchie legata alla memoria del confino politico, mentre a Terracina la zuppa di pesce racconta un passato segnato dalla povertà: quando il pescato scarseggiava, secondo quanto riportato nel volume, le massaie arrivavano a prepararla utilizzando sassolini raccolti sulla spiaggia. La “panada friulana” e la zuppa di fagioli “alla veneta” testimoniano invece l’arrivo nell’Agro Pontino delle popolazioni provenienti dall’Italia settentrionale durante gli anni della Bonifica.
Per ciascuna delle diciotto preparazioni il libro propone anche l’abbinamento con un vino del territorio e indica l’olio da utilizzare a crudo. Gli oli selezionati sono in gran parte ottenuti dalla cultivar itrana, caratteristica dell’Agro Pontino.
“Se non è zuppa, è pan bagnato” è pubblicato da Nuove Edizioni Aldine nell’ambito del progetto “Res Rustica. Agricoltura dei Monti Lepini nel Tempo” della Compagnia dei Lepini. La presentazione alla Fiera di San Michele unirà così racconto, memoria e degustazione per riscoprire una parte della cultura gastronomica del territorio.




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