Un giornalista romano è stato trasferito in carcere nell’ambito di un’indagine per le ipotesi di truffa aggravata e continuata, esercizio abusivo dell’attività di raccolta del risparmio, abusivismo finanziario e omessa dichiarazione dei redditi. La misura è stata eseguita dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, su delega della Procura della Repubblica, in seguito a un’ordinanza del Tribunale di Roma.
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L’uomo si trovava agli arresti domiciliari dallo scorso luglio, quando era stata eseguita una prima misura cautelare al termine delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza. Gli accertamenti erano partiti da diverse denunce e querele presentate da persone che avevano affidato al giornalista ingenti somme di denaro, convinte di partecipare a un “Betting Group” denominato “Scommessa Collettiva”, promosso attraverso i social network.
Secondo quanto emerso dalle indagini, alcune delle persone coinvolte non avrebbero ottenuto, in tutto o in parte, la restituzione del denaro versato o i guadagni prospettati. Contestualmente alla precedente misura cautelare era stato disposto anche un sequestro preventivo per oltre 400mila euro. Il passaggio dagli arresti domiciliari alla custodia cautelare in carcere è legato alle ripetute violazioni delle prescrizioni imposte all’indagato. Con il precedente provvedimento, infatti, gli era stato vietato di utilizzare telefoni, computer e altri dispositivi telematici, fatta eccezione per i contatti con il proprio avvocato.
Gli accertamenti avrebbero invece documentato numerose violazioni del divieto, anche attraverso l’utilizzo dei social network. Circostanze che hanno portato a una nuova valutazione della misura cautelare, anche alla luce del rischio di reiterazione del reato e del pericolo di inquinamento delle prove.


